C’è un ufficio postale che rischia il collasso per colpa del reddito di cittadinanza

A Catania, un piccolo ufficio postale rischia di non riuscire a gestire il gran numero di persone che potrebbe arrivare per presentare domanda per il reddito di cittadinanza

A meno di 24 ore dal via per la presentazione della domanda per ottenere il reddito di cittadinanza, CAF e centri postali di tutta Italia si preparano a lunghe ed estenuanti code.

Si prevede infatti che a fare richiesta del sussidio saranno in tanti ed è in virtù di questo, che nei scorsi giorni è stata raggiunta un’intesa tra Consulta dei Caf e Inps. A partire dal 6 marzo infatti, i cittadini potranno presentare la domanda non solo alle Poste, ma anche ad un Centro di Assistenza Fiscale.

E mentre è in atto una consistente organizzazione da parte degli uffici postali presenti su tutto il territorio, per cercare di gestire al meglio il probabile arrivo di un gran numero di richiedenti, in alcune regioni la situazione desta non poca preoccupazione.

È il caso di un piccolo ufficio postale ubicato a sud della periferia di Catania, dove abitano per lo più famiglie numerose e molti disoccupati e inoccupati. “Catania 12” – questo il nome dell’ufficio postale in questione – è fonte di timore per alcuni dipendenti. Questo ufficio, che di solito accoglie un flusso di utenti regolare, rischia di diventare a partire dal 6 marzo, uno dei più affollati della città. Non ci sarebbero in coda solo persone che devono effettuare il pagamento delle utente domestiche o pensionati intenti a ritirare la pensione, ma anche disoccupati e tutti coloro in possesso dei requisiti per presentare domanda per il reddito di cittadinanza.

Anche se non è possibile conoscere il numero esatto di utenti che potrebbero varcare la soglia di Catania 12, è pur vero che questo ufficio postale, ha cercato di fare una stima il più dettagliata possibile, in base al reddito di coloro che abitano nella zona. Il risultato? Il problema del sovraffollamento sembra essere più che tangibile.

E la questione è principalmente di natura organizzativa: manca il personale. Negli ultimi tre anni ad andare in pensione in Sicilia sono stati in 1.400, ma a fronte di questo numero sono state assunte soltanto 35 nuove risorse. Per il momento si sta cercando di tamponare la situazione con l’assuzione di 150 addetti allo sportello a tempo determinato, in tutta la regione. Per alcuni uffici è previsto anche l’arrivo di vigilantes, ma ci si chiede se sarà comunque sufficiente, poiché ad oggi – in alcuni uffici postali – si può arrivare ad attendere fino a tre ore per svolgere le normali operazioni allo sportello.

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