Tutto ciò che c’è da sapere su Irpef case sfitte

Chi possiede una seconda casa deve sapere che nel caso in cui l'abitazione sia sfitta, in materia di Irpef si applicano una serie di agevolazioni fiscali

Essere proprietari di una seconda casa sfitta non ha le stesse conseguenze fiscali a seconda che l’immobile sia ubicato o meno nello stesso comune dell’abitazione principale. Chi possiede una seconda casa non locata, deve fare molta attenzione nel momento della compilzione del modello Irpef, trovandosi di fronte una regolamentazione opposta. Per l’anno 2016, il governo ha deciso (tramite la Legge di Stabilità) una deroga al principio dell’altrnatività tra Irpef ed Imu per le case sfitte situate nello stesso comune dell’abitazione principale.

Per l’anno 2016, al momento della compilazione della domanda per la dichiarzione dei redditi del 2015, dovrà essere dichiarato anche il reddito delle seconde case non date in locazione, se ubicate nello stesso comune dell’abitazione principale. In pratica la Legge di Stabilità prevede che per queste abitazioni va pagata l’Irpef nella misura pari al 50% della rendita catastale, rivalutata del 5% e aumentata di 1/3. Ma vediamo nel dettaglio che cosa un poprietario di seconde case sfitte deve versare al fisco per l’anno in corso, cioè le aliqute Irpef, a seconda dell’ipotesi che l’immobile sia ubicato o meno nello stesso comune dell’abitazione principale.

Caso in cui sia ubicato nello stesso comune. Nell’ipotesi di casa sfitta rientrano le case vacanza, abitazioni che per gran parte dell’anno rimagono sfitte ma che sono a disposizione del proprietario, nonchè le abitazioni assegnate in comodato gratuito a figli e parenti fino al terzo grado e affini entro il secondo. Di questi immobili va versato sia l’Imu, sia l’Irpef in misura ridotta del 50%. Per calcolare l’imposta da versare, dovete predere il valore della rendita catastale, rivalutarla del 5% e aumentarla di 1/3. Del valore così ottenuto, si paga il 50%.

Caso in cui l’immobile sia ubicato in un comune diverso. Nell’ipotesi in cui la seconda casa sfitta si trovi in un comune diverso da quello dell’abitazione prncipale, in base al principio della alternativtà tra Irpef ed Imu, il proprietario è tenuto al pagamento della sola imposta comunale (Imu), mentre nulla è dovuto ai fini Irpef. Ricordiamo che se il soggetto è titolare di soli redditi da immobili non locati soggetti a Imu, è esonerato dalla presentazione della dichiarazione Irpef.

Immagini: Depositphotos

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