Turismo, quanto incasserà lo Stato quest’anno grazie alla tassa di soggiorno

Crescono gli incassi derivanti dalla tassa di soggiorno rispetto al 2018. Si supererà il muro dei 600 milioni

I dati relativi al turismo aumentano in Italia e, di conseguenza, cresce il gettito fiscale proveniente dalla tassa di soggiorno, imposta attualmente applicata da oltre 1000 comuni del Bel Paese.

La tassa di soggiorno è un’imposta facoltativa locale che va a pesare sulle tasche di coloro che sostano nelle strutture ricettive turistiche. Nel 2019, secondo le stime del Cna Turismo e commercio, nel complesso, si prevedono oltre 600 milioni di euro di incasso da questa tassa. Se le previsioni non saranno disattese, dunque, ci sarà un sensibile incremento rispetto al 2018, anno in cui ci sono stati introiti pari a 538 milioni.

A guidare la classifica dei comuni che più beneficiano da tale imposta, c’è la capitale. La sola Roma, infatti, raccoglie il 22% degli introiti totali. Sul secondo gradino del podio c’è Firenze, tallonata da Venezia, che conquista la medaglia di bronzo.

Nei soli dieci giorni vicini a Ferragosto, il periodo in cui gli spostamenti per le ferie segnano un picco, le casse comunali di chi riscuote la tassa vedranno così salire gli introiti. Si stima che lungo la Penisola ci saranno 5,8 milioni di arrivi (il numero effettivo di turisti ospitati nelle strutture ricettive) e 27 milioni di presenze (il numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi).

La previsione del Cna Turismo e Commercio, inoltre, ha evidenziato che l’aumento degli arrivi, rispetto al 2018, sarà di circa il 2,1% (150.000 unità). La crescita delle presenze si dovrebbe arrestare poco sotto, ovvero a un +1,7% (360.000 pernottamenti in più). Per quel che concerne la provenienza dei turisti dall’estero, si nota un incremento di chi giunge da Cina, Giappone, Usa, Russia, Francia e Spagna.

Sempre prendendo come riferimento lo scorso anno, dall’indagine del Cna emerge una maggiore crescita negli arrivi di turisti italiani (2,5%) rispetto agli arrivi di stranieri (1%). Il dato subisce un capovolgimento se si guardano le cifre inerenti alle presenze, che riscontrano, su base annua, un +1,6% per i dati relativi ai turisti esteri, mentre un +0,6% per quelli inerenti ai nostri connazionali.

Gli italiani, quando si spostano, prediligono le mete marittime, mentre gli stranieri amano visitare di più i nostri luoghi d’arte. Il turista balneare, secondo i numeri, sosta maggiormente nelle strutture ricettive, arrivando a quasi sette pernottamenti pro capite.

Se si guarda alla media complessiva di tutti i pernottamenti, il dato indica una sosta di 4,6 notti per turista. Le vacanze più durature sono quelle fatte nel settore extra-alberghiero dove, in media, si pernotta per 6,3 giorni.

Per quanto invece concerne i luoghi scelti per le ferie, segnano un aumento di arrivi e presenze, seppur in minore percentuale rispetto alle località balneari e d’arte, i posti montani, lacustri, termali e collinari.

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