Tria: “Flat tax già nella prossima legge di Bilancio”

Lo afferma il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, nel corso del question time in Parlamento

Sebbene i segnali nelle settimane passate fossero opposti, e tenendo ben presente la necessità di gradualità nell’introduzione di riforme impattanti, la flat tax potrebbe entrare già nella prossima legge di Bilancio.

Secondo il ministro dell’Economia Giovanni Tria, intervenuto in Parlamento nel corso del question time, la riforma della tassazione italiana “rientra nell’obiettivo più ampio di azione di politica economica, volta a migliorare la crescita e la competitività del Paese, dei consumi e delle famiglie”. La flat tax “è uno degli strumenti per raggiungere tale obiettivo, è parte di una manovra prioritaria che funzionerà nel complesso e non nelle singole parti”.

La riforma, prosegue il ministro, ”è necessaria per semplificare le procedure, migliorare l’adempimento spontaneo dei contribuenti, ridurre il carico fiscale che pesa sulle famiglie e sulle imprese”. Per centrare gli obiettivi del governo, ricorda Tria, ”è stata istituita una task force, per esaminare i profili di gettito e distribuzione, così da disegnare una riforma che garantisca equità e progressività”.

50 MLD – Per il titolare di via XX settembre, in merito alla “situazione del ‘magazzino ruoli’ da riscuotere e l’ammontare delle somme che possono essere oggetto di recupero con la pace fiscale, secondo il contabile, è molto alto: 800 miliardi di euro”. Tuttavia, si stima che ”l’ammontare sul quale si può concentrare l’azioni di recupero sia assai più limitato, pari a 50 miliardi. Solo su questi si può cercare di avere un’azione di recupero”.

FISCO – E ancora: ”Parlare di pace fiscale non significa varare nuovi condoni ma pensare a un fisco amico – dice Tria – che favorisca l’estinzione dei debiti” e per ”favorire il rientro dei debiti, venendo incontro alle persone con più difficoltà”.

DEBITO – “Il governo – prosegue il ministro – intende svolgere la propria azione all’interno di una politica di bilancio volta alla riduzione del debito e assicurando il non deterioramento del saldo strutturale. Tali obiettivi sono ovviamente largamente coerenti con il rispetto del limite del 3%”. Con l’Europa, aggiunge Tria, è stato “avviato un dialogo in questi termini, per fissare un deficit programmatico coerente con l’obiettivo di governo e nel rispetto degli obiettivi di bilancio, ma anche per contrastare il rallentamento dell’economia”.

In collaborazione con Adnkronos

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