Trasferimento di denaro all’estero, cosa fare in caso di dichiarazione in ritardo

Trasferimento di denaro da e per l'estero: termini entro cui inviare la dichiarazione per avere diritto alle sanzioni ridotte

Cosa succede se si comunicano in ritardo i trasferimenti di denaro da e per l’estero? A chiarire tempi e modalità del ravvedimento operoso ci ha pensato questa settimana l’Agenzia delle Entrate.

Con la pubblicazione di una risposta all’interpello n. 299 del 23 luglio 2019, l’AE ha chiarito i dubbi di un contribuente (un operatore finanziario) che all’Amministrazione Finanziaria si è rivolto per avere delle risposte certe sulle conseguenze a cui un soggetto va incontro in caso di tardiva comunicazione dei dati analitici relativi al trasferimento di denaro da e per l’estero.

La legge, a tal proposito, è chiara: quando le somme di denaro inviate o ricevute dall’estero sono pari o superiori a 15mila euro è necessario inviare apposita comunicazione al Fisco. Qualora quest’obbligo non venga rispettato, allora, il contribuente che è esposto al rischio sanzione. Per evitare che questo accada, comunque, il soggetto interessato può procedere tramite ravvedimento operoso, grazie al quale potrà regolarizzare la sua posizione ed avere diritto al dimezzamento delle sanzioni.

La comunicazione per i trasferimenti di denaro da e per l’estero va effettuata annualmente e trasmessa entro il termine fissato per la presentazione della dichiarazione del sostituto d’imposta, quindi entro il 31 ottobre di ogni anno. Qualora questi termini non vengano rispettati, come già  anticipato, il contribuente può ravvedersi entro un determinato lasso di tempo.

La sanzione amministrativa pecuniaria per la violazione degli obblighi di trasmissione all’Agenzia delle Entrate va dal 10% al 25% per cento dell’importo dell’operazione non segnalata. La stessa sanzione, tuttavia, viene ridotta se il contribuente provvede nel presentare dichiarazione o denuncia entro 30 giorni dalla scadenza del termine (a meno che non venga disposto diversamente dalle leggi di riferimento).

L’Agenzia delle Entrate ha specificato inoltre che il limite dei 15mila vale anche per i trasferimento di denaro online e non si riferisce ad una singola transizione di denaro. Come stabilisce infatti l’articolo 1 del decreto legge n. 167/1990, il limite di 15mila euro può essere raggiunto anche tramite più operazioni che appaiono collegate e con trasferimenti di denaro in valuta virtuale.

Tutte le operazioni, in fine, per essere oggetto di comunicazione devono essere eseguite per conto o a favore di: persone fisiche, enti non commerciali e società semplici (o associazioni equiparate).

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Trasferimento di denaro all’estero, cosa fare in caso di dichiar...