Tasse, saldo Iva 16 marzo: proroga in arrivo per i liberi professionisti?

Scadenze fiscali rinviate, in molti casi, a causa dell'epidemia di Coronavirus. Ma cosa succederà per il saldo Iva?

Scadenze fiscali rinviate, in molti casi, a causa dell’emergenza Coronavirus. Come vi abbiamo spiegato alcuni giorni fa, sono diverse le scadenze che l’Agenzia delle entrate ha deciso di rinviare per dare respiro ai contribuenti italiani in questo momento di grave emergenza.

Le nuove scadenza fiscali

Ecco come cambiano le scadenze

  • Slitta dal 7 al 31 marzo 2020 il termine entro cui i sostituti d’imposta devono trasmettere la Certificazione Unica: sono interessati circa 4,3 milioni di sostituti d’imposta tra datori di lavoro e enti pensionistici.
  • Passa dal 28 febbraio al 31 marzo la scadenza entro cui gli enti terzi devono inviare i dati utili per la dichiarazione precompilata.
  • È prorogato dal 15 aprile al 5 maggio 2020 il giorno in cui sarà disponibile per i contribuenti la dichiarazione precompilata sul portale dell’Agenzia delle entrate.
  • Passa dal 23 luglio al 30 settembre 2020 la scadenza per l’invio del 730 precompilato.
  • Passa dal 30 settembre al 10 ottobre il termine ultimo per comunicare al proprio datore di lavoro l’eventuale riduzione del secondo acconto Irpef dovuto. L’acconto dovrà comunque essere versato entro il 15 novembre.

La scadenza per il saldo dell’Iva

Il 16 marzo scadrebbe anche il termine per il saldo dell’Iva, emerso dalla dichiarazione annuale del periodo di imposta del 2019, ma ad oggi non è chiaro cosa succederà, e cioè se possa slittare anche questa scadenza oppure resti invariata.

La scadenza riguarda i titolari di partita Iva ed è obbligatoria solo nel caso in cui l’importo dovuto superi i 10,33 euro, ovvero 10,00 euro a causa degli arrotondamenti effettuati nella dichiarazione dei redditi.

Proroga sì o no?

Per quanto sembri difficile immaginare che in questi pochi giorni che restano da qui al 16 marzo il Governo possa stabilire una proroga anche per il versamento dell’Iva, non avendola già stabilità in concomitanza degli altri rinvii fiscali, migliaia di partite Iva in Italia sono in attesa di sapere se dovranno pagare o meno.

Nel caso in cui il Governo Conte effettivamente decidesse per una proroga anche di questa scadenza, si presume comunque, come suggerito dal presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti Massimo Miani, che riguardi tutti i liberi professionisti con partita Iva, e cioè che non sia limitata esclusivamente ad alcune Regioni.

Come effettuare il saldo se non ci sarà la proroga

Se non ci sarà la proroga, i contribuenti Iva dovranno versare, entro il 16 marzo in un’unica soluzione, il saldo dell’IVA relativa all’anno d’imposta 2019 risultante dalla dichiarazione annuale. In alternativa, il pagamento, da effettuarsi sempre tramite modello F24 con modalità telematiche, può essere rateizzato dal 16 marzo con la maggiorazione dello 0,33% mensile dell’importo di ogni rata successiva alla prima.

È, inoltre, possibile versare in un’unica soluzione, entro la scadenza del Modello Redditi con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivi, con possibilità di differire il versamento di ulteriori 30 giorni con la maggiorazione dell’ulteriore 0,40%, oppure rateizzare dalla data di pagamento delle somme dovute in base al modello Redditi, con le necessarie maggiorazioni.

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