Tasse, l’Italia è da record per pressione fiscale

L'Italia è al secondo posto in Ue per incremento del peso del fisco sul pil dopo la Grecia

Secondo il rapporto Taxation Trends in the European Union 2017 della Commissione europea, l’Italia è al secondo posto nell’Unione europea per aumento della pressione fiscale rispetto al pil: dal 2005 al 2015 l’incremento è stato il secondo più alto d’Europa a +3,2%, più del doppio della zona euro a +1,5% e più del triplo della Ue a 28 paesi a +1%.

Tabelle alla mano, in dieci anni (2005-2015) in Europa il paese che ha segnato il rialzo più significativo è stato la Grecia (+4,5), sotto il peso dell’austerity imposta dal piano di salvataggio Ue. Ma attenzione: essere al primo posto in Ue per incremento del peso del fisco sul pil non vuol dire avere le tasse più alte dell’Unione, perché ogni paese ovviamente parte da livelli differenti. Nel caso della Grecia infatti ad esempio nel solo 2015 la tassazione è stata pari al 25,7% del pil, pari a 45 miliardi di euro in valori assoluti; contro il 30,2% dell’Italia a quasi 496 miliardi di entrate fiscali totali, e in lieve calo rispetto al 30,3% del 2014.

Al terzo posto per incremento del fisco nel 2005-10 il Portogallo, altro paese sottoposto ad un piano di risanamento europeo, +2,8%, in ex equo con l’Estonia. Nello stesso decennio in esame la Germania ha segnato +2,3%, la Francia +2,2%.

Tra i paesi che invece hanno ridotto il peso della pressione fiscale nel 2005-10, troviamo l’Irlanda -6,3%, la Svezia -3,2%; la Lituania -2,9%, la Spagna -0,9% tra le differenze più rilevanti. Ma anche in questo caso va segnalato che un calo della pressione non equivale a tasse più basse: ad esempio le tasse della Svezia, che ha segnato una forte flessione del peso fiscale, erano al 40,5% del pil nel 2015.

In collaborazione con Adnkronos

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