Tasse in aumento: le agevolazioni a cui probabilmente diremo addio dopo l’estate

Autunno all'insegna di tagli a detrazioni e deduzioni fiscali: l'aumento delle tasse sarà inevitabile

Con lo scopo di evitare i rincari Iva il Governo si troverà probabilmente costretto a tagliare numerose detrazioni e deduzioni e a procedere con un ulteriore aumento delle tasse.

Le agevolazioni fiscali a cui diremo addio dopo l’estete potrebbero essere tante e diverse. Con la prossima Legge di Bilancio, stando alle ultime indiscrezioni, pare che l’Esecutivo procederà ad un taglio netto di deduzioni e detrazioni fino ad ora riconosciute a noi contribuenti. Si tratta di un intervento importante, pari a circa 5 miliardi di euro.

Nulla è stato deciso ufficialmente ma, secondo gli esperti, è possibile individuare già adesso gli sconti fiscali che rischiano maggiormente di essere aboliti in autunno.

L’agevolazione fiscale che quasi sicuramente non verrà confermata sarà la detrazione spettante per i lavori di ristrutturazione edilizia. A dicembre 2019, nello specifico, il Parlamento sarà chiamato a decidere sulla proroga dello sconto pari al 50%, che inizialmente era stato introdotto al 36%. Trovandosi nella necessità di dover dare un taglio alle spese, dunque, è molto probabile che gli addetti ai lavori decidano di riportare l’agevolazione al 36% nel 2020 .

È possibile che il Governo decida anche di rivedere alcune detrazioni Irpef, portandole dal 19% al 17%. Tra queste rientrano quelle riconosciute ai contribuenti per: i mutui prima casa, la spese sanitarie e le tasse universitarie dei figli. A proposito di Irpef, inoltre, si è parlato anche di una possibile revisione del sistema delle franchigie (portando queste a 300 euro).

A proposito di franchigie, in fine, tra qualche mese si potrebbe tornare a discutere di quelle oggi valide su donazioni e successioni. Ricordiamo che la normativa attuale prevede l’esonero dal pagamento delle imposte per tutti quei discendenti in linea retta (figli, genitori e nonni) che ricevono in donazione/eredità beni di valore minore a un milione di euro. Per importi superiori si applica invece l’aliquota del 4%, mentre tra fratelli l’aliquota sale al 6% e la franchigia scende a 100mila euro.

Tutte le ipotesi appena fatte, comunque, sono destinate a rimanere tali fino a quando, come anticipato sopra, gli organi di Governo non procederanno in via ufficiale. Di fatto, quindi, da qui ad autunno potrebbe succedere qualsiasi cosa.

Quello che è certo, però, è che se l’obiettivo rimanere quello di scongiurare gli aumenti Iva, il Governo dovrà comunque trovare le risorse per mantenere il suo proposito. E se questo sarà possibile solo tramite il taglio di detrazioni e deduzioni, l’aumento delle tasse sarà inevitabile.

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