Tassa rifiuti in aumento nel 2017: ecco perché

Si temono nuovi aumenti. Ecco i dati sulla "patrimoniale dei rifiuti"

Mentre prosegue il proprio percorso ad ostacoli la legge di Bilancio, nei comuni crescono i timori legati alla Tari, la tassa sui rifiuti, che negli ultimi anni è divenuta una sorta di ‘bancomat dei comuni’, lasciati a pane e acqua dai tagli fatti sui trasferimenti agli enti locali e l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Se ai comuni non resta altro che agire sulle proprie leve, è facile preventivare ulteriori aumenti nei prossimi mesi.

Sul tema è intervenuta anche un’indagine di Federconsumatori. Partiamo dai dati: per ogni famiglia la spesa media per la tassa sui rifiuti è aumentata del 23%: nel 2016 l’importo pro capite medio della Tari è stato di 129 euro (per un nucleo di tre componenti si sale già a 296 euro).

Di fronte a tali importi lla progressiva crescita degli stessi, è lecito chiedersi per quali servizi si sta pagando. E qui subentra un altro problema: non di rado a pagare di più sono i cittadini residenti delle Regioni del Sud, dove notoriamente la raccolta differenziata risulta essere in netto ritardo. Pensiamo a casi emblematici come Roma o Napoli. Il capoluogo di provincia in cui si paga la Tari più alta è Siracusa, dove una famiglia mediamente ha versato quest’anno 502 euro, mentre la più economica è Belluno con 149 euro per la Tari 2016.

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