“Tassa sull’ombra”, bufera sul Governo: la pagheremo sì o no?

Dovremo pagare una “tassa sull'ombra” di balconi e terrazzi? La questione sulla Manovra 2020 è stata sollevata da un avvocato dello studio fondato da Giulio Tremonti

Davvero dovremo pagare una “tassa sull’ombra” di balconi e terrazzi? La questione è stata sollevata da un avvocato dello studio fondato da Giulio Tremonti. Dopo il presunto “errore” in Manovra che salverebbe 500mila partite Iva a regime forfettario sollevato da un altro tributarista, eccone uno nuovo.

L’avvocato Giuseppe Pizzonia dello Studio Tremonti Romagnoli Piccardi e Associati ha denunciato come l’ultima legge di Bilancio – sulla quale la Ue ha già suonato l’allarme per un rischio bocciatura per via dell’alto debito pubblico – abbia, a suo dire, cambiato la normativa sul canone per l’occupazione del suolo pubblico. “Pagheremo una tassa sull’ombra di balconi e verande” attacca.

Il punto “controverso” in Manovra

Pizzonia spiega che la Legge di Bilancio 2020 contiene tra le altre cose la revisione dei tributi locali relativi alla occupazione di suolo pubblico e alla pubblicità. Dal 2021, tutto questo sarà sostituito da un nuovo prelievo, denominato Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. Gli enti locali dovranno emanare appositi regolamenti per disciplinare in dettaglio – entro i limiti stabiliti dalla legge – l’applicazione del nuovo canone.

Secondo la sua interpretazione le regole di riferimento del nuovo canone si differenzierebbero dalle precedenti perché sarebbe stata omessa l’esclusione esplicita dal pagamento per l’ombra proiettata da balconi, verande e simili, fino ad oggi espressamente prevista dalla legge.

La conclusione, per il tributarista, è chiara: “Ne dovrebbe conseguire che, a meno di interventi correttivi, dal 2021 i comuni potranno tassare con il nuovo canone anche l’ombra che balconi, verande e simili proiettano su suolo pubblico”.

L’accusa di Lega e Fdi

Mentre la Legge esenta esplicitamente ad esempio le occupazioni con le tabelle indicative delle stazioni e fermate e degli orari dei servizi pubblici di trasporto, le occupazioni di aree cimiteriali e le insegne e per l’individuazione delle sedi di comitati, associazioni, fondazioni e ogni altro ente che non persegua scopo di lucro, qui tutto tace.

Lega e Fratelli d’Italia si sono scagliati subito contro il Governo giallo-rosso e la presunta nuova norma. “Sono senza vergogna e mentono continuamente al Paese: altro che aiuto alle imprese e ai contribuenti. Per loro sono solo limoni da spremere” tuonano Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari, capigruppo della Lega al Senato e alla Camera.

La replica del Mef

Ma prontamente è arrivata la replica del Mef, che smentisce categoricamente: “Il tema di una pseudo ‘tassa sull’ombra’ non esiste. Il nuovo canone previsto dalla Legge di Bilancio sostituisce i tributi locali Tosap e Cosap, derivando dagli stessi i presupposti impositivi”. Per questa ragione, può colpire solo le fattispecie già gravate da Tosap e Cosap, tra le quali non è compresa l’occupazione tramite balconi e verande.

Conte e i suoi assicurano che si tratta di una fake news. Il nuovo canone unico istituito dalla Manovra 2020 al posto dei tributi locali per l’occupazione di suolo pubblico, la pubblicità e le pubbliche affissioni richiede che l’utilizzo dello spazio pubblico porti un beneficio economico, come ai gestori dei locali per intenderci. Quindi niente terrazzi o simili: non pagheremo nessuna “tassa sull’ombra”.

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