In arrivo la tassa sui link che spaventa Google e Facebook

Sta per arrivare la link tax per Google e Facebook: in cosa consiste?

Potrebbe entrare in vigore una “link tax”, cioè una tassa sui link. Felici gli editori, ma le restrizioni potrebbero limitare gli utenti nel discutere ed esprimere le proprie opinioni sul web.

Tutti i giorni vengono generati milioni di contenuti: news, foto circolano regolarmente e in maniera libera sul web, ormai diventato il canale di comunicazione preferito da utenti, ma anche da portali e attività commerciali. Il motivo principale è l’immediatezza con cui possono essere pubblicate le notizie oltre alla possibilità, che il web offre, di condividere contenuti che diventano così fruibili a milioni di potenziali utenti.

La notizia riguardo la tassa sui link circola sul web e ha scatenato un vero e proprio dibattito. Il motivo? Potrebbero essere attuate delle restrizioni su video e contenuti quotidianamente diffusi online.

Ad essere stata messa in discussione, in alcuni punti, è la direttiva sul Digital Single Market, ovvero il mercato unico digitale, che era stata proposta nel 2016 dalla Commissione Europea. In particolare, la commissione Giuridica dell’Europarlamento ha rivisto gli articoli 11 e 13: l’articolo 11 prevedrebbe una tassa sui link tale per cui Google, ma anche Microsoft, dovrebbero pagare gli editori ogni qualvolta un contenuto viene diffuso dalle proprie piattaforme.

L’articolo 13 invece, riguarda gli utenti e tocca più da vicino social network di grande diffusione come ad esempio Instagram, ma anche lo stesso YouTube: dovranno infatti installare dei filtri per evitare che vengano caricati materiali soggetti a copyright. Si tratta dunque di un grande cambiamento, in quanto proprio le piattaforme online e i social network non sono attualmente responsabili dei contenuti inseriti dagli utenti, almeno per quanto riguarda i diritti d’autore.

Bisognerà attendere il 2 luglio per capire se la direttiva passerà per il voto di Eurocamera e in caso positivo, la proposta dovrà poi superare le negoziazioni in Consiglio. Se dunque gli editori sono soddisfatti, dall’altra iniziano le prime contestazioni da parte del gruppo di lobbing Ccia che annovera tra i suoi membri colossi come Facebook e Google: “Faremo pressing sugli europarlamentari per respingere queste modifiche e supportare regole sul copyright bilanciate, nel rispetto dei diritti online e nel supporto dell’economia digitale online”.

In arrivo la tassa sui link che spaventa Google e Facebook