Taglio cuneo fiscale, c’è il decreto. E sull’IVA l’annuncio di Gualtieri

Le parole del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. Che ha parlato anche di IVA, Pil e Irpef

Il taglio del cuneo fiscale è (quasi) realtà. Il decreto dovrebbe essere pronto ed essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale “già domani”. Così il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ospite a L’aria che tira su La7.

Il ministro ha ricordato che la misura, a partire da luglio 2020, porterà un aumento dei soldi in busta paga a 4 milioni e 200mila dipendenti. Gualtieri ha parlato di “un intervento limitato, ma non indifferente”.

A Quarta Repubblica l’altra sera aveva detto che con il cuneo fiscale è stato fatto un intervento per il lavoro dipendente, “ma cercheremo di fare un intervento anche per gli autonomi“. Staremo dunque a vedere se, e come, si muoverà il Governo Conte per far fronte anche a questa eventualità.

Flat tax e Irpef

Dopo aver ricordato il mantenimento della flat tax fino a 65mila euro e ribadendo che Quota 100 “non può essere prolungata”, Gualtieri ha anche smentito l’intenzione sollevata da più parti, nella riforma dell’Irpef, di alzare l’aliquota per i redditi oltre i 75mila euro, attualmente al 43%.

Gualtieri ha voluto chiarire anche che il Governo non ha alcuna intenzione di aumentare l’Iva. “Sulla questione dell’Iva ci sono due aspetti diversi” ha detto: uno è la rimodulazione interna, “e ci sono dei prodotti che meriterebbero aliquote più basse, come abbiamo fatto in Manovra per gli assorbenti green, quindi ci sono spazi per rendere l’Iva più equa”. Altro invece è decidere se spostare il carico fiscale sull’Iva, “e non vogliamo concentrarci su questo aspetto” spiega.

Nell’osservare che la misura è progettata da chi l’ha voluta, “con una scadenza come lo yogurt”, il ministro osserva che, alla fine dello schema, bisognerà “progettare un sistema equo ed equilibrato”.

Pil, cosa aspettarsi

Per quanto riguarda poi il Pil, “quest’anno sarà migliore dell’anno precedente” ha detto, in riferimento alle ultime stime Istat sul Pil che non erano “positive” ma riguardano lo scorso trimestre. Il motivo? “Sono state influenzate da fattori congiunturali e stagionali” e “spero che il dato a fine anno sia migliore”.

Inoltre, prosegue Gualtieri nel ragionamento, quelle stime fotografano “quello che già sapevamo”: il Paese fermo che non cresce da molto tempo, una produttività bassa, che poi negli ultimi due anni si è fermato per colpa “di tante cose, di fattori lungo e breve periodo”. In questo contesto a pesare è stata anche “naturalmente l’incertezza” per “le frasi anti euro e il famoso conto del Papeete”. Conto che ora “abbiamo pagato”, ma “è stato molto impegnativo”.

Come funziona l’aumento in busta paga

Come vi abbiamo anticipato, dal 1° luglio 2020 il bonus di 80 euro aumenta a 100 euro mensili per i lavoratori dipendenti con un reddito annuo fino a 26.600 euro lordi. Coloro che percepiscono un reddito da 26.600 euro a 28.000 euro beneficeranno per la prima volta di un incremento di 100 euro al mese in busta paga (qui trovate tutti gli aumenti per fasce di reddito).

Per i redditi a partire da 28.000 euro, si introduce invece una detrazione fiscale equivalente che decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro in corrispondenza di un reddito di 35.000 euro lordi. Oltre questa soglia, l’importo del beneficio continua a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro di reddito.

Chi dunque già percepiva il bonus Renzi da 80 euro, con l’aumento del beneficio a 100 euro, dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2020 avrà un incremento di 120 euro. Per i redditi sopra i 28.000 euro lordi e fino ai 35.000 euro lordi si agirà con una detrazione fiscale equivalente: si partirà da 100 euro per arrivare a 80 euro. Sopra i 35.000 euro lordi il bonus continuerà a decrescere per azzerarsi una volta raggiunti i 40.000 euro lordi.

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