Superbonus, sbloccati i vecchi crediti: le cessioni diventano più facili

Superbonus 110%, le cessioni diventano più facili: sono stati sbloccati i crediti precedenti al 1° maggio 2022

Tra gli emendamenti al decreto Semplificazioni approvati dalla Camera, che deve essere convertito in legge entro il 20 agosto, c’è lo sblocco della cessione dei crediti legati al superbonus 110% e agli altri bonus edilizi.

Cosa cambia? Con la modifica viene eliminata  la data del 1° maggio 2022 come termine dal quale far decorrere le cessioni facilitate dei bonus. L’emendamento riammette al regime facilitato anche le cessioni e gli sconti in fattura comunicati all’Agenzia delle entrate prima di quella data, che rischiavano di rimanere bloccati.

Superbonus 110%, cessioni più facili

Prima dell’emendamento, tutte le cessioni di crediti o sconti in fattura comunicate all’Agenzia delle entrate prima del 1° maggio 2022 sarebbero state escluse. Ora con l’emendamento approvato dall’Aula si abroga il comma 3 dell’art. 57 del decreto Aiuti e vengono riammessi i vecchi crediti al regime facilitato in favore di partite Iva e professionisti.

Si consente così alle banche di cedere tutti i crediti fiscali da superbonus 110% e dai bonus edilizi minori ai loro clienti dotati di partita IVA, anche quelli comunicati all’Agenzia delle Entrate prima del 1° maggio 2022.

In questo modo dovrebbero essere sbloccati circa 13,5 miliardi di risorse che sarebbero state a rischio monetizzazione.

Superbonus, come funziona la cessione del credito

Il decreto Aiuto era intervenuto sulla disciplina della cessione del credito, stabilendo che alle banche, ovvero alle società appartenenti ad un gruppo bancario iscritto all’albo tenuto dalla Banca d’Italia, è sempre consentita la cessione a favore dei clienti professionali privati.

Per le banche è possibile cedere il credito a tutti i soggetti loro clienti quindi a società, professionisti e partite Iva (con la sola eccezione dei consumatori).

Il limite delle cessioni rimane fissato a 4, con la novità che la quarta potrà essere effettuata dalle banche a qualsiasi partita Iva diversa dal consumatore finale, quindi a chiunque eserciti attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale. La norma ha effetto retroattivo, con l’obiettivo di sbloccare i vecchi crediti rimasti incagliati e liberare capienza fiscale presso le banche.