Superbonus 110% in escalation ma va subito prorogato

Ad un anno dalla sua introduzione il Superbonus 110% ha ingranato la marcia, anche a livello di condomini, ma l’iter burocratico per la concessione dell’incentivo richiede tempo e, senza l’annuncio immediato di una proroga, le domande si bloccheranno per il rischio che non si riesca ad usufruire dell’incentivo.

L’avvertimento è stato lanciato dall’ANCE, l’associazione rappresentativa dei costruttori edili, che nell’ambito della rivista Edilizia Flash curata da Centro studi, offre un bilancio dell’incentivo sulle ristrutturazioni edilizie incentivate, attualmente in vigore fino al 30 giugno 2022.

Le domande accelerano

I più recenti dati relativi all’utilizzo del Superbonus 110%, testimoniano come, dopo un anno dalla sua introduzione, l’incentivo stia mostrando ottimi riscontri sul mercato. Al 1° luglio 2021, risultano 24.503 interventi legati al Superbonus per un ammontare corrispondente di quasi 3,5 miliardi di euro.

Rispetto alla precedente rilevazione Enea-Mise del 3 giugno, proseguono in modo significativo gli aumenti sia di numero +32%, sia di importo +39,7%.

Guardando alla distribuzione regionale si evidenziano nelle prime posizioni Lombardia, Veneto e Lazio, seguiti a breve distanza, dalla Toscana. Da rilevare anche le buone performance di quattro regioni meridionali, quali Sicilia, Puglia, Campania e Calabria, entro la decima posizione.

Boom di domande dai condomini

Dopo mesi di preparazione stanno aumentando soprattutto gli interventi riguardanti i condomini, che sono arrivati a rappresentare, in termini di importo, il 43% circa del totale.

Si tratta, ovviamente, di lavori con importo medio importante (oltre 500 mila euro), se raffrontato agli interventi su singole abitazioni (circa 90 mila euro).

ANCE: prorogare almeno fino al 2023

“Per consentire al Superbonus di essere pienamente efficace, occorre necessariamente prevedere un provvedimento di proroga immediata dello strumento, almeno fino al 2023”, sottolinea l’ANCE.

“In caso contrario, a breve – spiega l’associazione- cominceranno a bloccarsi le nuove iniziative perché non si potrà garantire, in alcun
modo, la conclusione degli interventi. Senza una proroga immediata, è anche difficile prevedere un efficace coinvolgimento del settore bancario nel ruolo di acquirente dei crediti fiscali e soggetto finanziatore delle iniziative”

“Un tempo più lungo – aggiunge – agevolerebbe i produttori ad aumentare la propria offerta e sarebbe sufficiente ad ammortizzare gli investimenti necessari per tale incremento produttivo”

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