Spunta ipotesi Tari nella bolletta della luce come il canone Rai

Come il canone Rai, una rata ogni bimestre: è la proposta che la Lega ha inserito in un emendamento collegato alla legge di Bilancio

Pagare la Tari nella bolletta elettrica, come già avviene con il canone Rai. È la proposta che la Lega ha inserito in un emendamento collegato alla legge di Bilancio.

In poche parole, l’ipotesi della Tari in bolletta introduce la possibilità di inserire il prelievo per il servizio rifiuti direttamente nella bolletta della luce, ma – almeno nella formulazione attuale – non riguarderebbe tutte le amministrazioni locali ma soltanto i Comuni in situazioni di dissesto e che hanno deliberato un piano di riequilibrio finanziario. Queste amministrazioni, qualora l’emendamento venisse approvato, potranno chiedere alle imprese elettriche di inserire il pagamento della tassa sui rifiuti nella bolletta, così come avviene per il canone Rai. Il versamento degli importi dovuti dovrebbe avvenire quindi in sei rate annuali, una ogni bimestre, mentre oggi il pagamento avviene due volte l’anno.

Una proposta finalizzata a contrastare l’evasione, che però non piace alle associazioni dei categoria, come Federconsumatori, che definisce l’idea “impensabile“, soprattutto per le famiglie.

“Condividiamo la necessità di un contrasto all’evasione in relazione a tale imposta, ma la soluzione non è certo quella di aggravare la spesa bimestrale dei cittadini, che già a fatica arrivano a fine mese – denuncia Federconsumatori -. In questo modo, invece di pagare due volte l’anno (per un totale di 321,96 euro annui secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, per una famiglia media di 3 persone) i cittadini pagherebbero circa 53,50 euro in più ogni bimestre, aggravando la spesa già elevata per la bolletta elettrica, su cui già pesano oneri di sistemi insostenibili e rincari elevati”.

“Ci preoccupa, inoltre, la confusione avvenuta in occasione dell’introduzione del Canone Rai in bolletta, con errori, doppi addebiti e addebiti impropri – prosegue l’associazione -. Alla luce di quanto accaduto non osiamo immaginare cosa potrebbe accadere con una tassa che, tra l’altro, è di competenza comunale ed in passato è già stata interessata da errori (non dimentichiamo la questione della Tari sulle pertinenze per cui molti cittadini attendono ancora i rimborsi). Infine ci chiediamo con che criterio l’azienda venditrice di energia ripartisca tali introiti ai comuni e con quali costi”. “Chiediamo al governo di non approvare tale emendamento – afferma Emilio Viafora, presidente di Federconsumatori – anzi, di predisporre al più presto una riforma equa degli oneri di sistema eliminando dalla bolletta elettrica inutili orpelli e componenti anacronistiche”.

Il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, di fatto per il momento frena sull’ipotesi di un inserimento dell’imposta sulla bolletta elettrica e non usa giri di parole: “A me piacerebbe ma non so se riusciamo, c’è qualche ritrosia”.

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