Spesometro, c’è la proroga al 5 ottobre. Commercialisti in rivolta

Dopo il caos, concessa la proroga al 5 ottobre. Sanzioni congelate fino al 13, entrate a rischio

Dopo il caos, arriva la proroga dello Spesometro 2017: una settimana in più, fino al 5 ottobre, per compensare il blocco temporaneo del servizio web “Fatture e Corrispettivi”, sospeso dalla serata del 22 settembre per problemi legati alla privacy dei dati. Il servizio è di nuovo attivo dal 26 settembre con l’eccezione di alcune funzionalità.
Il Fisco chiuderà un occhio anche sulle sanzioni per i ritardatari, fino a 15 giorni dopo la scadenza originaria del 28 settembre, accogliendo le richieste dei commercialisti infuriati. Che però non si placano: “Proroga insufficiente, va rivisto lo Spesometro”.

LA NUOVA SCADENZA – Saranno ritenute “tempestive le comunicazioni relative ai dati delle fatture presentate entro il 5 ottobre 2017″, ha spiegato una nota dell’Agenzia motivandola con i “disagi sopravvenuti” e spiegando che sarà ufficializzata con un provvedimento “in via di emanazione”.

NO SANZIONI – “Gli uffici dell’Agenzia, ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti, valuteranno la possibilità di non applicare le sanzioni per meri errori materiali e/o nel caso in cui l’adempimento sia stato effettuato dopo il 5 ottobre, ma entro i 15 giorni dall’originaria scadenza”. Quindi, il congelamento delle sanzioni potrà coprire fino al prossimo 13 ottobre ma comunque sempre a discrezione degli uffici locali.

FALLA NELLA PRIVACY – Oltre al disservizio, ciò che preoccupa è la scoperta di una falla nel sistema che consentiva di avere le credenziali di accesso al servizio di poter consultare e addirittura scaricare dei dati estremamente riservati. Commercialisti, intermediari abilitati, ma anche semplici cittadini, potevano conoscere le fatture trasmesse telematicamente semplicemente inserendo il codice fiscale e premendo invio. Inserendo il codice fiscale di un commercialista era addirittura possibile vedere i dati suoi e dei suoi clienti. Un danno d’immagine e una crepa nella fiducia dei cittadini, con il rischio di compromettere l’operazione fattura elettronica che nella Pa ha portato un risparmio di circa 600 milioni l’anno.

BUCO NELLE CASSE PUBBLICHE – Tra flop e rinvii, il rischio è quello di creare un buco nelle casse pubbliche. Dal nuovo spesometro e dalla trasmissione delle liquidazioni Iva trimestrali il gettito stimato – secondo le relazioni tecniche – è intorno ai 2 miliardi. Cifra che venne calcolata immaginando che lo Spesometro partisse il 31 maggio 2017. Poi è iniziato il balletto dei rinvii: 25 luglio, 16 settembre, 28 settembre, 5 ottobre. Con la conseguenza che, secondo i tecnici, per quest’anno il gettito da Spesometro “potrebbe essere una bella cifra tonda: zero”. Visto che “gli avvisi di irregolarità arriveranno a fine novembre e, con i 60 giorni di tempo previsti, tutti pagheranno a gennaio 2018”.

COMMERCIALISTI: NON RISPONDEREMO DI SANZIONI AI CLIENTI – Se non ci sarà un provvedimento “ufficiale e urgente, ci vedremo costretti, nostro malgrado, a non rispondere, come professionisti, delle sanzioni che eventualmente verranno irrogate ai nostri clienti per eventuali ritardi e omissioni negli invii delle comunicazioni. Non possiamo certo essere noi a rispondere delle inefficienze di un sistema, ad oggi, inadeguato”. E’ quanto scrive il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. “Una situazione inaccettabile e non degna di un Paese civile come il nostro – ribadisce quindi – per la quale è doveroso porre immediato rimedio, quale minimo segno di rispetto nei confronti dei contribuenti e dei professionisti.

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