Spese veterinarie e detrazioni 730: chi può beneficiarne?

Anche per le spese sostenute per gli amici a quattro zampe è possibile beneficiare delle agevolazioni fiscali. In sede di elaborazione del dichiarativo, capita di incappare in alcuni errori facilmente evitabili. Ecco cosa sapere per una corretta compilazione.

Fisco7 Esperto fiscale

È ormai giunto il momento di elaborare le dichiarazioni dei redditi ed è bene non dimenticare di inserire gli oneri sostenuti per le spese veterinarie. Infatti, sempre più persone scelgono di far entrare nelle loro vite gli animali da compagnia, tanto da poterli considerare, a tutti gli effetti, dei membri della famiglia. Le spese sostenute per prendersi cura della loro salute sono detraibili, così come disposto dall’ art. 15, comma 1, lett. c-bis), del TUIR, e possono essere indicate nel rigo E8-10 cod.29 del modello 730 o RP8-13 cod. 29 del modello Redditi.

Ma chi è legittimato a godere del beneficio fiscale?
La normativa vigente specifica che a poter portare in detrazione la spesa è chi “detiene legalmente” l’animale a scopo di compagnia o per la pratica sportiva (Circolare 14.06.2001 n. 55, risposta 1.4.1). Tale requisito può essere certificato esibendo sia documentazione rilasciata dalla ASL o dal medico veterinario al momento dell’iscrizione dell’animale domestico all’apposita anagrafe sia il cosiddetto pet passport europeo. Inoltre, è bene tenere in considerazione che l’agevolazione spetta solo a chi ha sostenuto la spesa, quindi non è detraibile l’onere corrisposto da un familiare fiscalmente a carico.

Il dichiarante deve, tra l’altro, fare attenzione a quali animali detiene: non tutti sono considerati “da compagnia”. Nello specifico, come chiarito nel DM n. 289 del 2001, non sarà possibile portare in detrazione le spese veterinarie sostenute per la cura di animali:

  • destinati all’allevamento, alla riproduzione o al consumo alimentare;
  • allevati o detenuti nell’esercizio di attività commerciali o agricole;
  • utilizzati per attività illecite.

È bene precisare, inoltre, che non tutte le spese sostenute a favore dell’animale sono inseribili nel dichiarativo. Ecco cosa è possibile indicare:

  • prestazioni professionali rese dal medico veterinario;
  • acquisto dei medicinali prescritti dal veterinario e definiti dall’art. 1 del D.Lgs. n. 193 del 2006;
  • analisi di laboratorio e interventi presso cliniche veterinarie.

Non rientrano, invece, i prodotti appartenenti all’area alimentare, come i mangimi destinati a specifici animali da compagnia, anche nel caso in cui siano stati prescritti dal veterinario.

L’importo massimo che il contribuente può indicare nel dichiarativo, se vengono rispettati tutti i requisiti di cui sopra, è pari a 387,34€ con una franchigia di 129,11€. Per cui, se si sostengono spese fino a 129,11€, non si ha diritto ad alcuna detrazione. Sopra tale soglia, solo al netto della franchigia e nella misura del 19%. Il limite è unico per tutte le spese veterinarie sostenute, indipendentemente dal numero di animali posseduti.

Dall’anno di imposta 2020 il massimale è aumentato a 500,00€ permettendo al contribuente di ottenere, a partire dal modello 730/2021 o Redditi PF 2021, un credito fino a 70,46€ a fronte degli attuali 49,02€. Tale credito, tuttavia, sarà spettante se e solo se tali spese sono state o verranno pagate con mezzi tracciabili.

Si rammenta, in ultimo, che, per beneficiare dell’agevolazione, vanno presentate al professionista o al CAF che elaborano il dichiarativo gli scontrini o le fatture da cui evincere chi sostiene la spesa (mediante l’indicazione del codice fiscale) e in che data, la natura della prestazione o del bene comprato, l’importo pagato; non serve, invece, produrre la prescrizione del medico veterinario.

Giulia Zanotto – Fisco7

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