Spese scolastiche nel 730/2018: i nuovi limiti e gli aspetti principali

Quali sono i nuovi limiti di spesa che i contribuenti possono inserire nella propria dichiarazione dei redditi 2018?

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Rispetto allo scorso anno, è possibile portare in detrazione le spese scolastiche in misura maggiore. Quali sono i nuovi limiti di spesa che i contribuenti possono inserire nella propria dichiarazione dei redditi 2018?

Le spese sostenute in ambito scolastico possono essere portate in detrazione da:

  • i genitori che hanno il figlio fiscalmente a carico e cioè quando il suo reddito non eccede 2.840,51 euro annui, a prescindere dal fatto che conviva con i genitori;
  • il contribuente stesso che frequenta un corso di studio.

Non possono essere indicate nella propria dichiarazione le spese che, seppur sostenute dal contribuente, sono state rimborsate nello stesso anno dal datore di lavoro in sostituzione delle retribuzioni premiali e indicate nella CU 2018 (punti da 701 a 706) con il codice 12 (spese diverse da quelle universitarie) o con il codice 13 (spese universitarie). La detrazione spetta comunque sulla parte di spesa non rimborsata.

Spese diverse da quelle universitarie
Per ogni figlio, il contribuente può portare in detrazione il 19% delle spese sostenute per la frequenza di scuole d’infanzia (asili nido sia pubblici che privati), scuole elementari, medie e superiori sino ad un massimo di 717,00 euro da ripartire tra gli aventi diritto.

Si ricorda che tra i costi per la frequenza e istruzione sono ricompresi anche quelli sostenuti per la mensa. A tal fine, l’Agenzia ha precisato che è necessario conservare le ricevute di pagamento, (bollettini postali o bonifici), ovvero un documento con cui la scuola, il Comune o la società esterna certifichi di aver incassato l’importo.

Non sono detraibili le spese relative all’acquisto di materiale di cancelleria e di testi scolastici per la scuola secondaria di primo e di secondo grado.

Una importante novità è contenuta nella circolare n. 7 del 27 aprile 2018, nella quale l’Agenzia delle entrate ha precisato che nel caso in cui il pagamento sia effettuato per più alunni o studenti, ad esempio dal rappresentante di classe, ai fini della fruizione della detrazione è necessario che l’istituto scolastico rilasci un’attestazione dalla quale risultino i dati di ciascun alunno o studente.

Spese universitarie
Oltre alle spese sopra indicate, i contribuenti possono portare in detrazione le spese per la frequenza dei corsi universitari è cioè:

  • corsi di istruzione universitaria;
  • corsi universitari di specializzazione. A tal fine, va detto che l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 7/E del 27 aprile 2018 ha precisato che “per la frequenza di corsi di specializzazione in psicoterapia post universitaria la detrazione spetta se gli stessi sono effettuati presso centri accreditati presso il MIUR”;
  • corsi di perfezionamento;
  • master universitari;
  • corsi di dottorato di ricerca.

Non tutte le spese di istruzione sono detraibili; l’Agenzia delle entrate ha infatti precisato che sono ammesse in detrazione le spese per:

  • le tasse di immatricolazione e iscrizione (anche per gli studenti fuori corso);
  • le soprattasse per esame di profitto e laurea;
  • le tasse per la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea;
  • le tasse per la frequenza di tirocini formativi attivi (TFA) per la formazione iniziale dei docenti istituti.

Se uno studente frequenta corsi presso Università italiane non statali, le spese sostenute dai genitori o da lui stesso sono detraibili “in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”. Gli importi sono distinti per area disciplinare e in base alla regione in cui ha sede l’Ateneo presso il quale è presente il corso di studio.

Se lo studente frequenta una Università estera, invece, ai fini della detrazione occorre fare riferimento all’importo massimo stabilito per la frequenza di corsi di istruzione appartenenti alla medesima area disciplinare nella zona geografica in cui lo studente ha il domicilio fiscale.

Le spese per i corsi di laurea svolti dalle Università telematiche possono essere detratte, al pari di quelle per la frequenza di altre Università non statali, facendo riferimento all’area tematica del corso e, per l’individuazione dell’area geografica, alla regione in cui ha sede legale l’Università.

Da ultimo, si ricorda che sono detraibili le tasse sostenute per la frequenza di nuovi corsi istituiti presso Conservatori di Musica e Istituti Musicali parificati. A tale ultimo proposito, l’Agenzia delle entrate ha anche precisato che i corsi di formazione, relativi al precedente ordinamento, sono equiparabili ai corsi di formazione scolastica secondaria, per i quali spetta la detrazione come spese di istruzione secondaria di secondo grado (DPR 212 del 2005) mentre non sono detraibili le spese di iscrizione relative agli Istituti Musicali Privati.

Massimo D’Amico – Centro Studi CGN

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