Sei a credito d’imposta? Ecco come ottenerne il rimborso

Il contribuente può presentare una richiesta all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate del luogo di residenza

a cura di 
Fisco 7

Il contribuente che presenta il modello 730 ottiene il rimborso dell’IRPEF, direttamente con la busta paga o la pensione, dal sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico). Invece, se presenta il modello Unico, il contribuente deve espressamente indicare nella colonna 3 del quadro RX di voler ricevere il rimborso del credito. In entrambi i casi il credito può essere utilizzato per compensare altre imposte dovute all’erario. Ma cosa fare se il credito non viene rimborsato?

Nel caso in cui il contribuente, a seguito della presentazione del modello 730, non riceva il rimborso del credito da parte del datore di lavoro, può presentare una richiesta, denominata istanza di rimborso, all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate del luogo di residenza. Alla richiesta dovrà allegare una certificazione con la quale il datore di lavoro o l’ente pensionistico attesta di non aver eseguito il conguaglio e di non aver rimborsato le imposte.

Nel caso in cui il contribuente abbia effettuato versamenti non dovuti o superiori all’importo dovuto, può presentare l’istanza di rimborso entro un determinato termine dal versamento, a pena di decadenza:

Imposte sui redditi – Entro 48 mesi dal versamento
Versamenti diretti – Entro 48 mesi dal versamento
Ritenute operate dal sostituto – Entro 48 mesi dal versamento
Ritenute operate dallo Stato/P.a. – Entro 48 mesi dal versamento
Imposte indirette – Entro 36 mesi dal versamento

Il contribuente è tenuto a:
– presentare la richiesta in carta semplice all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al proprio domicilio fiscale al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi da cui genera il rimborso (o, per le imposte indirette, all’ufficio dove è stato registrato l’atto o la successione);
– esplicitare nella richiesta i motivi in base ai quali ritiene di aver diritto al rimborso;
– allegare alla domanda le distinte dei versamenti eseguiti o le certificazioni delle ritenute subite.

L’Agenzia delle Entrate, una volta riconosciuto il diritto al rimborso, dispone la restituzione delle somme secondo le modalità indicate dal contribuente e in base all’importo da pagare.

Il rimborso può essere effettuato con accredito diretto nel conto corrente del contribuente, se ha comunicato preventivamente il proprio IBAN e, in caso di accredito in un conto corrente estero, se ha comunicato il codice BIC.

Il rimborso deve essere effettuato obbligatoriamente in conto corrente per gli importi superiori a euro 51.645,69.
In caso contrario, il rimborso può avvenire in modalità diverse:
– per gli importi fino a 999,99 euro, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a presentarsi in un qualsiasi ufficio postale presso il quale, esibendo un documento d’identità, può riscuotere il rimborso in contanti. Chi si presenta in qualità di delegato, insieme alla delega compilata in ogni sua parte, deve esibire anche il documento d’identità del delegante;
– per gli importi oltre 999,99 euro e fino a 51.645,69 euro, comprensivi di interessi, il contribuente riceve un invito a comunicare le coordinate del proprio conto corrente e un modello da compilare e consegnare, entro il termine indicato, a un ufficio postale. Se il contribuente non consegna il modello e non fornisce le coordinate del proprio conto corrente, il rimborso viene eseguito con l’emissione di un vaglia della Banca d’Italia.

Rita Martin – Centro Studi CGN

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