Seattle approva la “Amazon tax”. Ma il colosso del web non ci sta

Il provvedimento impone alle grandi aziende che realizzano almeno 20milioni di ricavi annuali una tassa di 275 dollari l'anno per ogni dipendente

La città di Seattle ha approvato la cosidetta “Amazon tax“, un imposta sulle grandi aziende (come Amazon appunto e Starbucks) con almeno 20 milioni di ricavi annuali per aiutare i senzatetto.

Il provvedimento punta a raccogliere 50 milioni di dollari lʼanno imponendo alle grandi aziende una tassa da 275 dollari per ogni dipendente – contro i 500 previsti dall’idea iniziale.

I soldi che entreranno nelle casse del comune potranno essere usati per migliorare le condizioni dei senzatetto. Il 60-70% dei questo denaro sarà infatti usato per costruire case a prezzi calmierati mentre il resto sarà usato per potenziare i centri di aiuto ai senzatetto e altri servizi.

Amazon, che ha sede proprio nella città dello stato di Washington, non ci sta e si dice “delusa” e “preoccupata“. Il colosso dell’ecommerce ha minacciato di diminuire il numero di impiegati a Seattle per difendere i suoi interessi, “preoccupata dal futuro creato dall’approccio ostile e dalla retorica del consiglio comunale, che ci costringe a porci domande sulla nostra futura crescita nella città”.

E Drew Herdener, vicepresidente di Amazon, osserva come la crescita delle entrate della città abbia superato quella della popolazione: “La città non ha un problema di entrate, il problema è l’efficienza della spesa“.

Seattle approva la “Amazon tax”. Ma il colosso del web non...