Scontrino elettronico: le sanzioni per chi non si adegua

Chi non si adegua al nuovo obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi rischia pesanti sanzioni

L’introduzione dello scontrino elettronico, ovvero l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica di scontrini e fatture all’Agenzia delle Entrate, si completerà a partire dal 1° gennaio 2020, e sarà graduale: da luglio 2019 riguarderà i soli contribuenti con un volume d’affari sopra i 400mila euro l’anno, dal 2020 tutti gli altri esercenti, anche i più piccoli. Chi non si adeguerà al nuovo obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi rischia sanzioni pesantissime, pari al 100% dell’imposta relativa. Se il comportamento persiste per un quinquennio si può rischiare la sospensione dell’attività.

L’articolo
Le sanzioni sono, in particolare, disciplinate dall’art. 2 comma 6 del Dlgs 127/2015 che espressamente prevede che: “ai soggetti che effettuano la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi si applicano, in caso di mancata memorizzazione o di omissione della trasmissione ovvero nel caso di memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri le sanzioni previste dagli articoli 6, comma 3 e 12 comma 2 del decreto legislativo 471/97”.

Proprio l’espresso richiamo alle sanzioni dell’art. 6 e 12 del Dlgs 471/97 comporta rispettivamente:

  • Una sanzione pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo non correttamente documentato;
  • Una sanzione accessoria consistente nella sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da 3 giorni ad un mese qualora siano state contestate nel corso di un quinquennio quattro distinte violazioni.

L’applicazione delle suddette sanzioni, come ha ribadito l’Agenzia delle Entrate con la risposta n 9/E/2019, si renderebbero applicabili anche nel caso in cui il contribuente continuasse a documentare le proprie operazioni con i vecchi registratori di cassa e continuasse ad aggiornare tempestivamente il registro dei corrispettivi.

Visti i tempi stretti, è probabile (ed auspicabile) un intervento da parte del legislatore – come avvenuto per le fatture elettroniche – con una moratoria delle sanzioni.

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