Sanità, in arrivo i nuovi ticket. Rischio stangata per i redditi medi

Rischio stangata per chi guadagna più di 36mila euro: i nuovi ticket saranno calcolati in base ai redditi annui percepiti, quindi chi ha di più, paga di più

Lo stanziamento di due miliardi in più nella sanità rispetto all’anno precedente porta più risorse al Sistema sanitario nazionale e un patto per la salute da sottoscrivere con le Regioni “nel minor tempo possibile”.
Tra le riforme c’è quella dei ticket sanitari: il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha già annunciato di voler cancellare completamente il superticket, la tassa di 10 euro su visite ed esami, introdotta nel 2011 valida per tutti indistintamente (anche se non tutte le regioni l’hanno applicata integralmente).

Il problema è quello delle coperture: il sistema dei ticket vale 1,6 miliardi di gettito l’anno e lo Stato non può permettersi di fare meno di quelle risorse. Da qui l’idea di riformare l’intero sistema dei ticket, col rischio, come rileva il Sole 24 Ore, di una stangata per quelle famiglie con reddito tra 36mila e 100mila euro.

“Il principio che mi ispira è la progressività. Penso che chi come me fa il parlamentare può pagare per una visita specialistica qualcosa in più rispetto a un lavoratore dipendente”, ha detto Speranza in un’intervista a Repubblica. In pratica, la compartecipazione alla spesa per i ticket andrebbe rimodulata in base ai redditi.

Oggi il 54% degli italiani sono esentati dal pagare il ticket: si tratta di anziani over 65 anni, bambini con meno di 6 anni, di tutti coloro che hanno redditi familiari inferiori a 36 mila euro all’anno, dei malati con gravi patologie croniche.
È dunque probabile che il costo della riforma venga scaricato sui redditi medio-alti, compresi tra i 36 e i 100mila euro annui. In tutto, secondo il Sole 24 Ore, si tratta di circa il 20% degli italiani. Che, al momento, per visite ed esami, spendono fino a 36,15 euro di ticket ordinario per ogni ricetta indipendentemente dal loro reddito.
Altro rischio è che queste fasce alte possano rivolgersi alle strutture private che presentano tariffe sempre più concorrenziali rispetto al pubblico e quindi il peso del ticket verrà assorbito ancora di più dalla fascia media.

L’ammontare dei nuovi ticket e degli aumenti dipenderà dai valori che i tecnici stanno predisponendo e che il Consiglio dei ministri dovrà approvare entro la prossima settimana. Ma “ci vorrà un tempo più ampio, il nostro progetto non scade a dicembre ma è da attuare nel corso della legislatura”, ha chiarito il ministro Speranza.
Prendendo in considerazione tutte le altre riforme programmate, il nuovo ticket potrebbe iniziare a prendere forma solo dopo l’approvazione della legge di Bilancio 2020 di dicembre. Quando il Governo inizierà a lavorare anche per il riordino delle aliquote Irpef sulla tassazione dei redditi.

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