Sanatoria bollo: quali sono le cartelle Equitalia già cancellate

La cancellazione dei debiti al di sotto dei 1.000 euro vale anche per le infrazioni al codice della strada

Nel caso ce ne fosse stato ancora bisogno, ora arriva la conferma anche dalla Commissione Tributaria Regionale delle Marche: i carichi pendenti relativi al bollo auto non pagato sono stati cancellati dalla Pace fiscale.

La CTR marchigiana si è espressa relativamente al caso di un contribuente che aveva un giudizio pendente con l’ex Equitalia (l’Agenzia Entrate e Riscossione) per dei bolli non pagati per un totale di 930 euro. Con sentenza n. 692/2019 del 16 settembre 2019 ha dunque stabilito che la mini-sanatoria per debiti al di sotto dei 1.000 euro voluta dal primo Governo Conte è valida anche per le infrazioni al codice della strada, incluso il mancato pagamento dei bolli auto.

E, come stabilito dalla norma, i debiti sono stati cancellati automaticamente a partire dal 31 dicembre 2018. Nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate e Riscossione invii solleciti o in caso di giudizi in corso, i contribuenti non hanno di che preoccuparsi: tutti i carichi iscritti a ruolo verranno cancellati dalla Commissione Tributaria di competenza non appena questa verrà chiamata a esprimersi in merito.

Affinché sia possibile usufruire della sanatoria sul bollo auto, però, è necessario che il proprio carico rispetti due parametri piuttosto precisi:

  • Il debito deve essere inferiore alla cifra di 1.000 euro;
  • I carichi pendenti devono essere stati iscritti a ruolo tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010.

Quest’ultimo punto, in particolare, merita un approfondimento che aiuti a chiarire quali cartelle Equitalia possono essere stralciate-cestinate e quali, invece, devono essere ancora tenute in considerazione. Così come previsto dalla normativa fiscale vigente, i bolli che possono godere della mini-sanatoria prevista nella Pace fiscale sono quelli che sono stati iscritti a ruolo tra 2000 e 2010.

Ciò vuol dire che anche bolli relativi agli anni precedenti al 2000 possono rientrare in questa fattispecie: l’importante è che l’ente abbia iscritto il debito in una data successiva al 1 gennaio 2000. L’altra faccia della medaglia, però, è che i bolli del 2010 e anche del 2009 potrebbero non poter godere della sanatoria. Se l’ente ha tardato nell’iscrizione a ruolo e nella documentazione in mano all’Agenzia Entrate Riscossione la data è successiva a quella del 31 dicembre 2010 ci si dovrà mettere l’anima in pace. Il bollo dovrà ancora essere pagato, senzioni incluse, anche se l’importo è inferiore ai 1.000 euro.

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