Rottamazione Ter, che flop: al Fisco mancano 11 miliardi

I dati sono contenuti nelle tabelle della Corte dei conti che accompagnano il Rendiconto generale dello Stato

La rottamazione delle cartelle, per ora, si sta rivelando un flop. Rispetto alle attese, di un introito che avrebbe dovuto raggiungere 21,8 miliardi nel 2018, l’incasso effettivo si è fermato a meno della metà: 10,4 miliardi di euro. I dati sono contenuti nelle tabelle della Corte dei conti che accompagnano il Rendiconto generale dello Stato, e sono relativi alle richieste presentate entro il 21 aprile 2017.

Secondo i dati della magistratura contabile senza la sanatoria nelle casse dello Stato sarebbero dovuti entrare 45,4 miliardi di euro; che sono scesi a 26,3 miliardi, grazie allo ‘sconto’ applicato, pari a 19,1 miliardi. Dei 26,3 miliardi di incasso atteso la maggior parte, pari appunto a 21,8 miliardi, sarebbe dovuto arrivare entro lo scorso anno ma, a conti fatti, la quota effettivamente riscossa si è fermata a meno della metà. All’appello mancano quindi 11,4 miliardi di euro.

Un problema non di poco conto, perché su sconti, rottamazioni e agevolazioni varie per chiudere i vecchi debiti fiscali il governo fa affidamento anche per migliorare i saldi e rassicurare i partner europei che premono per la procedura d’infrazione. Anche se queste entrate, così come i dividendi extra, tagliano il deficit nominale ma non possono garantire l’effetto strutturale su cui si concentrano le regole Ue.

Rottamazione Ter, che flop: al Fisco mancano 11 miliardi