Ritenute fiscali, quali vanno comunicate a gennaio

L'articolo 4 del Decreto Fiscale 2020 prevede che le imprese appaltatrici della PA comunichino mensilmente le ritenute fiscali

Con il Decreto Legge 124 del 2019 (il cosiddetto Collegato fiscale alla Manovra 2020) sono state introdotte alcune novità per quel che riguarda  le comunicazioni che le aziende appaltatrici e le aziende subappaltatrici dovranno inviare all’Agenzia delle Entrate in caso di aggiudicazione di bandi di gara superiori ai 200 mila euro. Si tratta, nello specifico, di comunicazioni di natura fiscale che dovrebbero garantire una maggiore trasparenza e tracciaabilità dei pagamenti.

Tra le varie novità introdotte con il collegato fiscale, infatti, trova spazio anche una norma che obbliga alla comunicazione mensile delle ritenute IRPEF effetuate da aziende appaltatrici e subappaltatrici nell’ambito di contratti pubblici di importo superiore ai 200 mila euro annui. Stando a quanto previsto dall’articolo 4, comma 1 e comma 2, del già citato Collegato fiscale, le imprese devono fornire copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute IRPEF e un elenco dei lavoratori impiegati all’interno dell’appalto.

Nell’elenco con i nominativi dei lavoratori, inoltre, le aziende appaltatrici o subappaltatrici dovranno inserire anche il numero di ore lavorate nel corso del mese, la retribuzione corrisposta ai dipendenti e le ritenute fiscali operate nei confronti di ogni singolo dipendente. La comunicazione deve essere inviata entro e non oltre 5 giorni lavorativi dalla data di scadenza del versamento stesso.

Nei giorni passati, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito web la risoluzione n. 108 del 2019, con la quale chiarisce alcuni punti che potrebbero creare confusione o dubbi nei soggetti interessati dalla misura. Nello specificio, l’amministrazione finanziaria spiega come devono essere calcolate la ritenute IRPEF e come vadano poi “scorporate” tra impresa appaltatrice e committente e quando devono essere comunicate.

Per quel che riguarda il calcolo, l’Agenzia chiarisce che l’appaltatore (o subappaltatore) dovrebbe quantificare le ritenute in base alle regole generali, per poi suddividerle tra tutti i vari committenti in base alle ore di servizio prestate dal dipendente nei vari progetti in cui viene impiegato. L’obbligo di comunicazione, invece, parte già dal 1 gennaio 2020 (i primi adempimenti scatteranno il 17 febbraio 2020) ma, indipendentemente da quanto si potrebbe pensare, non riguarderà solamente gli appalti assegnati dopo quella data.

Secondo l’interpretazione fornita dalla stessa Agenzia delle Entrate nella risoluzione 108, le norme si applicano a tutti gli appali, subappalti e affidamenti che presentano le caratteristiche e tutt’ora in corso, anche se si riferiscono a contratti stipulati negli anni passati.

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Ritenute fiscali, quali vanno comunicate a gennaio