Ristrutturazione e edilizia libera: come accedere agli sgravi fiscali

L'Agenzia delle Entrate specifica che il bonus ristrutturazione può essere richiesto anche per i lavori in edilizia libera, rispettando però precise condizioni

Per accedere agli sgravi fiscali del bonus ristrutturazioni 2019 non è necessario effettuare lavori che richiedono il rilascio di autorizzazioni da parte degli uffici comunali competenti.

Come specificato dall’Agenzia delle Entrate in un interpello, infatti, anche i lavori in edilizia libera possono usufruire dello sgravio fiscale, a patto che rispettino tutte le indicazioni inserite nel Testo Unico per l’edilizia e siano in linea con quanto previsto dalla Guida sul bonus redatta dalla stessa Agenzia. I lavori in edilizia libera non godono di nessun “trattamento di favore” rispetto a quelli che richiedono il rilascio di SCIA, CILA e CIL. Si dovranno dunque seguire le stesse procedure e, in caso di accertamento, produrre la stessa documentazione.

Ma quali sono i lavori in edilizia liberi ammissibili e che, dunque, danno accesso al bonus? Come specificato nella risposta data all’interpello 287 del 2019, gli interventi detraibili ai fini IRPEF sono quelli di manutenzione straordinaria che, come specificato nell’articolo 3, comma 1, lettera b del Testo unico per l’edilizia, sono “finalizzati a mantenere in efficienza ed adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari, senza alterazione della situazione planimetrica e tipologica preesistente, e con il rispetto della superficie, della volumetria e della destinazione d’uso”. Se gli interventi riguardano le parti comuni di condomini, invece, possono essere dedotte dall’IRPEF anche le spese sostenute per la manutenzione ordinaria degli spazi.

Affinché sia possibile ottenere lo sgravio, i contribuenti dovranno comunque allegare alla dichiarazione dei redditi una documentazione che attesti l’effettiva esecuzione dei lavori. Al posto delle varie SCIA, CILA e CIL si dovrà presentare una dichiarazione sostituiva di atto notorio (resa ai sensi dell’art. 47 del d.P.R. n. 445 del 2000) nella quale venga specificata la data di inizio lavori e la natura di interventi di riqualificazione effettuati. Quest’ultima, in particolare, è un’informazione di grande rilevanza, dal momento che consente di accertare che i lavori eseguiti rientrano all’interno di quelli previsti dalla guida dell’Agenzia delle Entrate.

Su quest’ultimo punto, la stessa Agenzia chiarisce che le valutazioni di natura tecnica sugli interventi effettuati esulano dalle sue competenze, in quanto spettanti agli uffici preposti del comune di residenza. Onde evitare di commettere illeciti amministrativi, dunque, è consigliabile rivolgersi a tecnici che aiutino a capire se gli interventi programmati richiedano o meno un titolo abilitativo rilasciato dal proprio comune.

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