Rischio aumento Iva, annunciati i primi scioperi: cosa sta succedendo

L'aumento dell'Iva è il rischio più temuto della crisi di governo

Consumatori in allarme per il rischio di aumento dell’Iva. Il Codacons lancia una clamorosa iniziativa.

Rimasti finora in silenzio, in attesa di conoscere quali saranno le sorti del governo giallo-verde, i consumatori potrebbero presto essere protagonisti di una iniziativa eclatante: lo sciopero dei consumi. La proposta viene dal Condacos, nota associazione di consumatori, che promette battaglia contro il pericolo di aumento dell’Iva.

La crisi di governo in atto, infatti, potrebbe non riuscire ad impedire lo scatto delle clausole di salvaguardia, che prevedono un aumento delle aliquote dall’anno prossimo. Aumento automatico che è stato rimandato di anno in anno dai precedenti governi, impiegando ogni volta nuove risorse.

Proprio il recupero delle risorse è il problema principale quest’anno, sia che il governo resti in carica o si trovi un’altra soluzione sia che si vada a nuove elezioni. Per evitare l’aumento dell’Iva, infatti, è necessario trovare almeno 23 miliardi di euro di coperture.

Una cifra molto più alta di quella che hanno dovuto impiegare i governi precedenti e che sarà praticamente impossibile da trovare se saranno indette elezioni anticipate in autunno e si andrà in esercizio provvisorio. Il governo, infatti, non farà in tempo ad approvare la manovra economica per il 2020 e dovrà limitarsi all’ordinaria amministrazione.

Se le clausole di salvaguardia dovessero entrare in vigore il 1° gennaio 2020, l’aliquota base dell’Iva, applicata sulla maggior parte dei prodotti, aumenterebbe dal 22% al 25,2%; mentre quella ridotta, per i beni di prima necessità (come carne, pesce, uova e molti altri prodotti alimentari) aumenterebbe dal 10% al 13%.

Per i consumatori sarebbe una stangata di proporzioni enormi. Soprattutto se si tiene conto del fatto che numerosi italiani percepiscono stipendi molto bassi. I consumi subirebbero un colpo durissimo, in un periodo già di magra.

Per queste ragioni, il Codacons ha lanciato lo sciopero dei consumi. La data indicata per è domenica 8 settembre. In questo giorno, l’associazione invita i cittadini ad astenersi dai consumi non strettamente necessari: non prendere la macchina se non per estrema necessità, non fare il pieno di benzina, non fare acquisti se non necessari (nemmeno di generi alimentari) e spegnere la Tv per almeno 3 ore.

In questo modo i consumatori potrebbero far sentire le loro voci contro il temuto aumento dell’Iva. Nei prossimi giorni il Codacons comunicherà i dettagli delle modalità della protesta.

L’associazione ha chiesto al governo e al parlamento di intervenire per scongiurare l’aumento delle aliquote Iva, prestando maggiore attenzione ai problemi pratici dei cittadini. Il Codacons ha chiesto anche un incontro con il presidente del Consiglio Conte e il presidente della Repubblica della Repubblica Mattarella per discutere di questi problemi.

“Se le aliquote Iva e le accise saranno ritoccate al rialzo – denuncia il Codacons – i prezzi al dettaglio di una moltitudine di beni di largo consumo subiranno un aumento che determinerà a regime, nel biennio 2020-2021 e a parità di consumi, una stangata complessiva pari a 1.200 euro a famiglia“.

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