Rimborsi 730, arrivano i controlli preventivi sopra i 4.000 euro

Approvati i criteri per individuare gli elementi di incoerenza da utilizzare per effettuare i controlli dei modelli 730/2018 con esito a rimborso

Il Fisco mette a punto i criteri di incoerenza per effettuare i controlli sulle dichiarazioni dei redditi 2018 che il contribuente modifica rispetto alla versione precompilata con scostamenti significativi sul fronte della determinazione del reddito e dell’imposta.

“Oltre alle dichiarazioni presentate direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta – riporta ‘Fisco Oggi’, rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate – i controlli possono riguardare anche quelle affidate ai Caf o ai professionisti abilitati”.

La norma da cui deriva il provvedimento, si legge, “è l’articolo 5, comma 3-bis, del Dlgs 175/2014 (introdotto dalla legge 208/2015) secondo il quale ‘nel caso di presentazione della dichiarazione direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, con modifiche rispetto alla dichiarazione precompilata che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta e che presentano elementi di incoerenza rispetto ai criteri pubblicati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate ovvero determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli preventivi, in via automatizzata o mediante verifica della documentazione giustificativa, entro quattro mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, ovvero dalla data della trasmissione, se questa è successiva a detto termine’. Inoltre – ricorda ancora ‘Fisco Oggi’ – i controlli preventivi possono riguardare anche le dichiarazioni presentate ai Caf o ai professionisti abilitati (articolo 1, comma 4, Dlgs 175/2014)”.

I riflettori del fisco si accendono dunque in presenza di:

  • scostamento per importi significativi dei dati risultanti nei modelli di versamento, nelle certificazioni uniche e nelle dichiarazioni dell’anno precedente;
  • altri elementi di significativa incoerenza rispetto ai dati inviati da enti esterni o a quelli esposti nelle certificazioni uniche;
  • presenza di situazioni di rischio individuate in base alle irregolarità verificatesi negli anni precedenti.

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