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Riforma sanzioni amministrative: principali novità

Fisco 7La Riforma Fiscale ha introdotto significative novità nell’ambito delle sanzioni amministrative tributarie, che impattano sulle modalità di determinazione della pena e sulle soglie di punibilità dei reati. Ecco un riepilogo sintetico delle principali novità.

I principi su cui si fonda la riforma del sistema delle sanzioni amministrative tributarie sono sostanzialmente i seguenti:

  • riduzione delle sanzioni per le violazioni relative ad adempimenti (ad esempio, dichiarazioni) che, sebbene siano stati assolti tardivamente, sono contenuti entro determinati limiti temporali. Le sanzioni sono state modificate in senso più favorevole per il contribuente;
  • aumento delle sanzioni per i comportamenti caratterizzati da particolare “pericolosità fiscale”, che sono caratterizzati, ad esempio, dall’utilizzo di artifici e raggiri finalizzati ad evitare il pagamento delle imposte;
  • innovazioni nella parte generale della disciplina sanzionatoria, che incidono sulle modalità di determinazione della pena.

La legge di stabilità stabilisce che le nuove disposizioni si applichino a partire dal 1° gennaio 2016.
Vediamo quali sono le principali novità per quanto riguarda i criteri con i quali vengono determinate le sanzioni:

  1. la sanzione può essere irrogata all’interno del c.d. “limite edittale”, quindi tra il minimo e il massimo indicato dalla norma;
  2. la sanzione può essere ridotta fino alla metà del minimo nel caso in cui sia sproporzionata rispetto alla violazione commessa;
  3. la sanzione è aumentata fino alla metà nei confronti di chi, nei tre anni precedenti, ha commesso violazioni della stessa fattispecie, a meno che le stesse siano state oggetto di accertamento con adesione, mediazione o conciliazione giudiziale;
  4. secondo la normativa previgente, quando il contribuente commette diverse violazioni della legge fiscale, anche in più annualità, le sanzioni non sono, di norma, sommate, per via dell’applicazione del principio del cumulo giuridico (che prevede una sanzione inferiore rispetto all’applicazione della somma delle singole pene). Il cumulo giuridico trova applicazione anche nell’ambito del reclamo/mediazione e della conciliazione giudiziale. La legge di riforma delle sanzioni amministrative riduce la portata applicativa del cumulo giuridico, prevedendo che esso operi solo per la singola imposta e per la singola annualità.

Per quanto riguarda i tardivi versamenti, la riforma del sistema delle sanzioni amministrative tributarie prevede le seguenti sanzioni:

  • per i ritardi fino a 14 giorni, la sanzione è pari al 15% ridotta a 1/15 per giorno di ritardo;
  • per i ritardi da 15 a 90 giorni, la sanzione è pari al 15%;
  • per i ritardi superiori a 90 giorni, la sanzione è pari al 30%.

Per quanto riguarda l’omessa presentazione del modello F24, questa viene punita con una sanzione pari a 100,00 euro. Se il ritardo non è superiore a 5 giorni lavorativi, la sanzione, indipendentemente dal ravvedimento operoso, è ridotta a 50,00 euro.

Chi chiede a rimborso l’eccedenza IVA detraibile risultante dalla dichiarazione in assenza dei presupposti di cui all’art. 30 del DPR 633/72, viene punito con una sanzione pari al 30% del credito rimborsato.

Infine, in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione delle certificazioni da parte del sostituto d’imposta, entro il 7 marzo, si prevede accanto alla sanzione relativa alla singola certificazione di 100 euro, un limite massimo per ogni sostituto d’imposta pari a 50.000 euro. Se la certificazione viene trasmessa entro sessanta giorni dal termine, la sanzione viene ridotta di un terzo con un massimo di 20.000,00 euro.

Nicolò Cipriani – Centro Studi CGN

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