Riforma Irpef riceve via libera Camere: giù le tasse sul ceto medio

Il testo ha incontrato il favore di tutte le forze politiche esclusi Leu – che si è astenuto dal votarlo – e Fratelli d'Italia che invece ha espresso voto contrario. Ora la palla passa a Palazzo Chigi che dovrà fare i conti con le risorse a disposizione per dare forma e sostanza alla riforma.

Inizia ad essere tracciato in Parlamento il perimetro entro il quale prevedere la riforma fiscale. Le Commissioni Finanze di Camera e Senato hanno infatti licenziato il documento nel quale si tracciano le linee guida del provvedimento che dovrà essere affidato al governo con una legge delega entro il 31 luglio.

Il testo ha incontrato il favore di tutte le forze politiche esclusi Leu – che si è astenuto dal votarlo – e Fratelli d’Italia che invece ha espresso voto contrario. Ora la palla passa a Palazzo Chigi che dovrà fare i conti con le risorse a disposizione per dare forma e sostanza alla riforma. (vedi qui tutte le proposte dei partiti sull’Irpef)

Tra le misure indicate all’interno del documento dalle Commissioni parlamentari spazio ad una sforbiciata allo scaglione Irpef “di mezzo” – quello che colpisce il ceto medio – oltre all’abbassamento delle tasse sul lavoro, numerose semplificazioni, una rivisitazione del rapporto tra cittadini ed amministrazione finanziaria e l’avvio di una nuova lotta all’evasione. Approvata anche una modifica del sistema dell’Iva, ovvero “semplificazione e possibile riduzione dell’aliquota ordinaria attualmente applicata”. Via libera anche all’eliminazione delle cosiddette “microtasse”: dal superbollo alla tassa sul rumore degli aerei.

Nessun accenno alla patrimoniale che invece era apparso nelle prime bozze del documento, mentre è stato bocciato un emendamento del Partito Democratico in merito al riordino complessivo dei valori catastali. È stato invece sciolto il nodo sul forfait per gli autonomi con il riconoscimento di alcune “criticità da affrontare”). Semaforo verde anche per le rottamazioni, a cui è stato riconosciuta la funzione di favorire gli adempimenti.

Infine, per quel che riguarda i redditi finanziari (attualmente tassati mediamente al 26%) nel testo si auspica un intervento complessivo di rivisitazione che preveda la creazione di un’unica categoria “redditi finanziari” e l’unificazione del criterio e la modifica della tassazione della previdenza complementare. Per i tributi locali l’indicazione è di “non archiviare un’aspirazione riformatrice più completa, in grado di rivedere strutturalmente la legge sul federalismo fiscale” e questo per “adeguarne i principi ispiratori ai pilastri di autonomia e responsabilità, che di prevederne una completa attuazione”.

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