Riforma fisco, le novità: dalla flat tax all’Irap

I contenuti del provvedimento all'esame della Commissione Finanze alla Camera

Con la speranza di far approdare il provvedimento sulla delega fiscale in Aula il 19 aprile, si attende l’esito dell’esame della Commissione Finanze avviato nella giornata di ieri, 5 aprile, sulle novità nelle riformulazioni degli emendamenti alla delega fiscale inviati dal Mef ai gruppi di maggioranza. Vi si è lavorato in queste settimane per ottenere convergenza politica, dopo il braccio di ferro tra l’esecutivo e una parte della maggioranza – in primis la Lega – sulla riforma del catasto. Al momento è stato confermato che il Governo è delegato ad adottare i decreti legislativi, entro 18 mesi dall’entrata in vigore della delega, e non 12 come era stato richiesto da alcuni partiti.

L’uscita dalla Flat tax

Chi esce dal regime forfettario potrà beneficiare di uno scivolo di due anni per approdare a quello ordinario: la modifica alla flat tax per gli autonomi fino a 65mila euro è finalizzata a “favorire l’emersione degli imponibili”. Si prevede in particolare un’imposta opzionale per chi supera il tetto di ricavi o compensi, fino una soglia da determinare con i decreti legislativi e con l’individuazione di meccanismi applicativi idonei a evitare comportamenti elusivi. Inoltre, una quota del gettito della flat tax sarà destinata a Comuni e Regioni sulla base della residenza dei contribuenti, “garantendo la neutralità finanziaria tra i vari livelli di governo interessati”. Dalla riforma del fisco “non deve derivare un incremento della pressione tributaria rispetto a quella derivante dall’applicazione della legislazione vigente”. È la clausola di salvaguardia destinata a essere introdotta nella delega fiscale attraverso la riformulazione di uno degli emendamenti.

Superamento dell’Irap

Tra gli emendamenti introdotti al testo c’è quello che stabilisce la “priorità per le società di persone, gli studi associati e le società tra professionisti” nel graduale superamento dell’Irap, che il Governo è delegato ad attuare con i decreti legislativi. Le misure per il superamento dell’Irap, oltre a garantire il finanziamento del fabbisogno sanitario, come previsto dal testo originale, in base a un emendamento riformulato garantiscono “gettiti in misura equivalente per le regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario” e per quelle “sottoposte a piani di rientro che, in base alla legislazione vigente, comportano l’applicazione, anche automatica, di aliquote dell’Irap a maggiori di quelle minime”. Questi interventi, viene precisato, “non devono generare aggravi di alcun tipo sui redditi da lavoro dipendente e da pensione”.

Cashback con priorità spese sociosanitarie

Dal Mef è arrivato anche un’emendamento che prevede che le spese sociosanitarie avranno priorità nell’applicazione del cashback fiscale. Secondo la misura, “senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica”, su acquisti tracciabili di beni e servizi detraibili, i rimborsi saranno erogati direttamente tramite piattaforme telematiche. Nel riordino delle deduzioni e delle detrazioni, si prevede poi che “le risorse derivanti dalla loro eventuale eliminazione o rimodulazione” siano destinate ai contribuenti Irpef “con particolare riferimento a quelli con redditi medio-bassi”.

L’autonomia tributaria degli enti territoriali

Fra i criteri introdotti nella delega c’è anche la garanzia “del rispetto del principio di equità orizzontale“, “dell’autonomia tributaria degli enti territoriali”, la lotta all’evasione “anche attraverso la piena utilizzazione dei dati che affluiscono al sistema informativo dell’anagrafe tributaria, il potenziamento dell’analisi del rischio, il ricorso alle tecnologie digitali e alle soluzioni di intelligenza artificiale”.