Proroga per accertamento e riscossione fino al 31 gennaio: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Ecco le risposte alle domande più frequenti sulla sospensione delle cartelle di pagamento

Fisco7 Esperto fiscale

A causa dell’emergenza Covid-19, l’anno appena trascorso è stato saturo di continui adeguamenti normativi alla difficile situazione economica del nostro Paese, ossia una serie di decreti volti a fornire una “soluzione” o un sostegno a chi, più di altri, ha subito le conseguenze economiche negative dei vari lockdown.

Questi cambiamenti ricorrenti hanno generato una situazione di incertezza e molti sono stati i dubbi dei contribuenti, tanto che l’Agenzia delle entrate ha deciso di mettere a disposizione le risposte alle domande più frequenti (Faq) sulle novità introdotte in materia di riscossione.

Il quadro normativo non è ancora stato completato e il Governo sta già lavorando per mettere in atto il secondo decreto del 2021 contenente ulteriori misure di sostegno: il 20 gennaio è stato infatti approvato a maggioranza assoluta in Parlamento lo scostamento di bilancio per 32 miliardi di euro volti a finanziare il “Decreto Ristori 5”.

Vediamo insieme quali sono le maggiori perplessità emerse in materia di riscossione e quali sono i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate, in modo da evidenziare delle linee guida.

Qual è il termine ultimo di sospensione dell’attività di riscossione?

L’ultimo decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, n. 11 del 15 gennaio 2021, è il Decreto Legge n. 3/2021, recante Misure urgenti in materia di accertamento, riscossione, nonché adempimenti e versamenti tributari e ha permesso di dare più spazio e respiro ai contribuenti in difficoltà facendo slittare al 31 gennaio 2021 il termine “finale” di sospensione dell’attività di riscossione precedentemente fissato al 31 dicembre 2020 dal DL n. 125/2020.

Quali sono le modalità di pagamento?

I pagamenti in scadenza al 31 gennaio 2021 e quindi che dovranno essere eseguiti entro il 28 febbraio 2021 non devono necessariamente essere effettuati in unica soluzione ma potrà essere richiesta una rateizzazione e in tal caso è importante che la domanda di rateizzazione venga presentata entro il 28 febbraio.

L’Agenzia delle entrate-Riscossione può notificarmi nuove cartelle nel periodo di sospensione che va dall’8 marzo 2020 al 31 gennaio 2021?

La risposta è confortante, in quanto l’Agenzia chiarisce che in tale periodo non è possibile far pervenire al contribuente e quindi notificare ulteriori cartelle di pagamento.

Cosa bisogna sapere in merito alla “Rottamazione-Ter” e “Saldo e stralcio”?

Il DL n.137/2020 cosiddetto Decreto Ristori pone il termine di pagamento delle rate in scadenza nell’anno 2020 della “Rottamazione-ter” e del “Saldo e stralcio” al 1 Marzo 2021 (con il Decreto Rilancio il termine ultimo era fissato al 10 Dicembre 2020).

Tuttavia, se per le rate del 2021 è possibile ritardare il pagamento per massimo 5 giorni dalla scadenza prevista senza incorrere in sanzioni o perdere il beneficio della c.d. Definizione agevolata, per le rate dell’anno 2020 non saranno considerati regolari i pagamenti effettuati nei 5 giorni successivi al termine del 1 marzo 2021, ma saranno invece acquisiti a titolo di acconto sull’intero debito e il contribuente perderà i benefici delle misure agevolative.

Non ho pagato le rate della “Rottamazione-ter” e/o “saldo e stralcio” in scadenza entro il 31 dicembre 2019 e pertanto si è determinata l’inefficacia delle Definizione agevolata. Ora posso chiedere la rateizzazione del debito?”

Se il contribuente non ha pagato entro i termini previsti le rate che erano in scadenza nell’anno 2019, con il Decreto Rilancio è stata introdotta la possibilità di chiedere l’ulteriore rateizzazione (ex articolo 19 del DPR n. 602/1973), pertanto non viene meno il beneficio della Definizione agevolata.

Inoltre grazie al Decreto Ristori tale vantaggio è stato esteso anche a coloro che avevano già perso i benefici delle misure agevolative della prima Rottamazione (D.L. n. 193/2016) e della Rottamazione-bis (D.L. n. 148/2017) non avendo pagato le rate in scadenza entro i termini previsti.

Ho un piano di rateizzazione che alla data dell’8 marzo 2020 era ancora in essere, ma potrei avere difficoltà a corrispondere entro il 28 febbraio 2021 tutte le rate in scadenza. È prevista qualche agevolazione?

L’Agenzia delle entrate evidenzia che il mancato pagamento da 5 a 10 rate, anche non consecutive, non comporta la decadenza del piano di rateizzazione. Ed è sempre il sopra citato Decreto che estende questa agevolazione a tutti i piani di rateizzazione che verranno concessi a fronte di istanze presentate fino al 31 dicembre 2021.

Ci sono ulteriori agevolazioni in ambito di riscossione previste dal Decreto Ristori?

L’ulteriore vantaggio che è bene mettere in rilievo riguarda i contribuenti che hanno presentato una richiesta di rateizzazione dal 30 novembre 2020 al 31 dicembre 2021:  dovranno documentare la situazione di obiettiva difficoltà solo nel caso in cui il debito complessivo per il quale richiedono la rateizzazione fino ad un massimo di 6 anni, sia superiore a 100 mila euro, in deroga alla soglia di 60 mila prevista dall’art. 19, comma 1 ultimo periodo, del DPR n. 602/1973.

Elisabetta Marsano – Fisco 7

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