Premi di risultato, meno tasse in busta paga per chi lavora di più

Il Consiglio dei ministri abbasserà l’aliquota al 10% sui premi di produzione. Voucher per servizi di welfare, dalla retta per l'asilo al pagamento della baby sitter

Il Consiglio dei ministri sta per approvare il decreto per la detassazione del salario collegato alla produttività. È il decreto attuativo della norma prevista dall’ultima legge di Stabilità che stabilisce una tassazione agevolata al 10% (invece di quella ordinaria che attualmente parte almeno dal 23%) dei premi di risultato entro 2 mila euro lordi, legati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.

Totalmente esenti dalla tassazione — e questa è una novità — saranno i voucher che il lavoratore riceverà, in alternativa al premio retributivo, per servizi di welfare, dalla retta per l’asilo al pagamento della baby sitter. Il lavoratore potrà destinare il premio anche alla previdenza integrativa o alla sanità complementare.

Per Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, “il ritorno alla detassazione al 10% dei salari di produttività è una priorità indispensabile per far crescere i redditi e la produttività”. La Cgia calcola risparmi fiscali che per premi da 2 mila euro vanno da 300 a 700 euro.

Chi ne potrà beneficiare
Ne potranno beneficiare i lavoratori dipendenti con reddito non superiore a 50mila euro. E questo vuol dire che l’operazione coinvolgerà una platea più ampia rispetto a due anni fa. Fino al 2014, infatti, l’ultimo anno in cui la detassazione ha trovato applicazione prima dello stop del 2015, il regime fiscale di favore (sempre tassazione al 10%) era riconosciuto su un massimo di 3mila euro lordi annui, in favore di lavoratori ma con reddito fino a 40mila euro annui, in presenza di condizioni molto complesse sul piano applicativo. Il trattamento agevolato poteva, infatti, essere applicato sulle somme percepite sulla base di accordi collettivi di secondo livello che avessero collegato i premi ad almeno tre indicatori scelti tra un paniere predeterminato (redistribuzione orari con modelli flessibili, distribuzione flessibile delle ferie e misure per la compatibilità delle nuove tecnologie con la privacy dei lavoratori).

Premio massimo di 2.000 euro l’anno
Il governo punta sulla contrattazione ripristinando, con alcune novità, le agevolazioni fiscali (non c’erano nella penultima legge di Stabilità) per i premi aziendali o territoriali legati al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione. Azienda e sindacati fisseranno, nella contrattazione aziendale o territoriale, gli obiettivi da raggiungere. Se si otterranno scatterà il premio fino a un massimo di 2.000 euro l’anno, tassati al 10% e non secondo le aliquote Irpef che crescono con l’aumento del reddito imponibile. Il premio detassato potrà salire a 2.500 nelle imprese che sottoscriveranno accordi con i sindacati con il coinvolgimento dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

Premio in denaro o voucher
Il lavoratore potrà scegliere tra il premio in denaro e il voucher (che coinvolgerà anche le piccole e medie imprese) per ottenere un servizio di welfare aziendale (l’asilo nido o la badante). In questo caso la somma sarà totalmente esentasse. L’azienda potrà anche distribuire gli utili come premio di risultato e anche in questo caso si applicherà il regime fiscale agevolato.

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