Plastic tax, le regioni più colpite

Plastic tax ancora al centro delle polemiche, ma il Governo sembra deciso a non cambiare rotta

Le aziende operanti nel settore del packaging continuano a puntare il dito contro la plastic tax e contro l’intenzione del Governo di procedere con l’approvazione di questa tassa. Mentre si discute sull’ipotesi di dimezzarla o rinviarla ì, c’è già chi ha provato a fare delle previsioni su quelli che sarebbero gli effetti della tassa sulla plastica sull’economia italiana, facendo luce su un problema che potrebbe mettere in ginocchio diverse industrie del nord Italia.

Secondo i dati elaborati dal Centro studi Unioncamere Emilia-Romagna per il Sole-24 Ore le regioni ad essere più colpite dalla plastic tax saranno Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, che da sole rappresentano il 70% del mercato italiano industriale della trasformazione della plastica. Le aziende, che da diverse settimane ormai fanno presenti le loro preoccupazioni, continuano a sottolineare come questo avrà degli effetti negativi sui loro bilanci.

Per far fronte alle maggiori uscite, dovute all’imposta di 1 euro per ogni chilo di plastica prodotta, saranno costrette a rifarsi sul consumatore finale e, se necessario, rivedere i propri organici. Un grosso problema questo, soprattutto se si pensa che in Italia sono attualmente 10mila le imprese che operano in questo settore e, con un fatturato totale di 32miliardi, contano 162mila lavoratori all’attivo.

Già la nuova direttiva europea sul divieto di prodotti di plastica monouso a partire da luglio 2021, prima di entrare in vigore, ha visto la produzione scendere del 20%. Minori vendite vuol dire anche diminuzione della manodopera e, continuando così, il rischio è che a pagarne le spese saranno proprio i lavoratori impiegati nel settore.

Basta pensare che in Lombardia, che è la regione che maggiormente risentirà della tassa sulla plastica, un lavoratore su tre è impiegato in questo settore. Questo territorio abbraccia da solo il 35% del mercato italiano della produzione di plastica, seguito dal Veneto (15%) e da Piemonte (10%) ed Emilia-Romagna (10%). Il peso della pressione fiscale, come già detto sopra, graverebbe principalmente su queste regioni, con effetti che potrebbero essere fatali per quei territori dove le industrie del packaging sono più concentrate (come Piacenza e Rimini).

Non a caso, in vista delle prossime regionali in Emilia Romagna, la plastic tax è diventata argomento di dibattito durante la campagna elettorale. Gli occhi di tutti, specie quelli di imprenditori e addetti ai lavori, sono pertanto puntati sul Governo, in attesa di scoprire quale sarà la prossima mossa dell’Esecutivo.

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