Pignoramenti mirati: il Fisco vuole entrare nei conti correnti

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Quasi mille miliardi di euro ( a voler essere precisi 999, 1 miliardi): tanto valgono le cartelle non riscosse. Numeri "monstre" che rendono quanto mai urgente una riforma della riscossione con l'obiettivo di scalare la montagna dell'arretrato. Si pensa, dunque, a rendere più mirati gli strumenti che sono a disposizione del Fisco, a cominciare da un uso più incisivo delle banche dati sui conti correnti per effettuare dei pignoramenti "mirati" ai debitori del Fisco.

Come? Consentendo al fisco "di effettuare un accesso massivo all'Anagrafe dei rapporti finanziari, in modo da verificare in anticipo, evitando attività manuali, quali dei soggetti iscritti a ruolo (18 milioni in tutto) siano intestatari di rapporti finanziari capienti per procedere ai conseguenti pignoramenti".

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