Partite Iva, stretta del Governo sulla Flat Tax fino a 65mila euro

I tecnici del Tesoro sono al lavoro sulla possibilità di introdurre nuovi limiti per evitare comportamenti elusivi finalizzati a entrare o uscire dal regime agevolato come una sorta di “porta girevole"

Tira una brutta aria per la Flat Tax al 15%, che interessa le “piccole” partite Iva (fino a 65 mila euro),   quelle dei cosiddetti contribuenti forfettari. Non verrà smantellata, ma di certo sarà rivista. Al vaglio del Governo giallorosso, la possibilità di reintrodurre vincoli e paletti per frenare la corsa al regime forfettario che potrebbe aver attratto, tra le diverse modalità d’ingresso, già tra 1,7 e 2 milioni di autonomi, professionisti e piccoli imprenditori. Sul tavolo, una serie di opzioni in modo da riportare il meccanismo agevolato nel suo alveo iniziale, ossia  quello di aiutare le piccole partite Iva nell’avvio delle nuove attività.     

L’innalzamento della soglia a 65 mila euro, fortemente voluta dalla Lega durante l’ormai passata esperienza di Governo insieme ai 5Stelle, ha registrato una corsa all’apertura di partite Iva con il regime forfettario, come certifica la nota diffusa dall’Osservatorio sulle partite iva del Mef.  Numeri alla mano, nel primo semestre 2019 sono state attivate 170.582 nuove partite Iva in regime forfettario contro le 123.343 dei primi sei mesi del 2018, con un incremento record del 38,3%.

Dalle parti di via XX Settembre, i tecnici del Tesoro sono al lavoro sulla possibilità di introdurre nuovi limiti per evitare comportamenti elusivi finalizzati a entrare o uscire dal regime agevolato come una sorta di “porta girevole”. L’obiettivo dichiarato è contrastare quei professionisti e piccoli imprenditori che dichiarano poco o nulla nel corso di un intero anno e poi, passando alla flat tax agevolata al 15%, tornano, improvvisamente e in maniera sospetta, a fatturare.

ABOLITO IL “FORFETTONE – Un dietrofront che coinvolgerà anche il forfettone del 20% per chi ha ricavi o compensi fino a 100mila euro: regime che, stando a quanto affermato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, sembra ormai destinato a non entrare in vigore.  Intanto,  Bruxelles ha bocciato l’ipotesi di estendere l’obbligo di fatturazione elettronica ai forfettari. I contribuenti “minori” con un regime fino a 65 mila euro per la Ue sono già abbastanza gravati senza dover aggiungere altri tributi.

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