Partite Iva e Flat Tax, doppia stretta su accesso. Rischio flop

Rispetto allo scorso anno, con la nuova Legge di Bilancio sono rispuntati alcuni paletti e la musica potrebbe cambiare, in peggio

Una marcia trionfale, per il popolo delle Partita Iva, che rischia di essere interrotta sul più bello. A guastare la festa, la prossima Legge di Bilancio che potrebbe rimescolare le carte in tavola. Ma partiamo, come sempre, dai numeri che certificano l’attrazione fatale per la flat tax che ha portato una nuova partita Iva su due tra quelle aperte da inizio anno a scegliere il regime forfettario.

Nel periodo che va da gennaio a settembre oltre 217mila autonomi e mini-imprese (50,6%)  hanno optato per il regime agevolato con imposta sostitutiva al 15% (o al 5% per le start up) su un totale di quasi 434mila nuove aperture di attività. Un nutrito esercito al quale si aggiungono altri 285mila nuovi forfettari, passati dal regime ordinario a quello agevolato, come emerso dalla dichiarazione Iva presentata a ottobre. Lo rivela l’aggiornamento sull’Osservatorio delle Partite Iva del dipartimento delle Finanze.

Dati alla luce dei quali si può parlare a buon diritto di un boom trainato da alcune semplificazioni introdotte dalla legge di Bilancio dello scorso anno che, oltre ad elevare la soglia del regime della flat tax a ricavi o compensi fino a 65mila euro annui, ha anche eliminato i vincoli su beni strumentali, compensi a collaboratori e addetti impiegati e il limite dei 30mila euro per chi ha redditi da lavoro dipendente o pensione. Quest’anno però la musica potrebbe cambiare:  ed in particolare sui due ultimi punti la manovra trasmessa in Parlamento, nel tentativo e con l’obiettivo di limitare gli abusi, sembrerebbero intenzionata a fare dietrofront.

Sono rispuntati infatti i paletti per l’accesso al regime per chi, oltre a svolgere la libera professione, ha anche un lavoro dipendente o gode di una pensione che produce più di 30.000 euro lordi l’anno. Non rientra nel divieto chi ha perso il lavoro non per sua volontà, come chi ad esempio chi ha concluso un contratto di lavoro a tempo determinato senza però ottenere un rinnovo.

A partire da gennaio 2020,  è escluso dalla flat tax chi abbia sostenuto spese per più di 20.000 euro lordi l’anno per dipendenti, collaboratori o personale e dovrà dunque applicare il regime ordinario, con l’obbligo di emissione delle fatture elettroniche.  

Insomma, se fin qui è stato un successo, il futuro è ancora tutto da scrivere e la corsa ad oggi trionfale potrebbe diventare una “marcetta” a passo lento, subendo un deciso rallentamento. Proprio in quest’ottica, il servizio Bilancio di Palazzo Madama sottolinea che “non è indicato il numero di soggetti che, si ipotizza, transiterà dal regime forfettario vigente” a quello più stringente proposto dalla manovra.

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