Partita Iva: cosa prevede e chi può accedere al regime forfettario

Cosa prevede il regime forfettario, chi può accedervi, e i vantaggi fiscali cui si ha diritto

Il crearsi di nuove professioni, ha fatto sì che sempre più persone abbiano dovuto aprire la partita Iva. Questa può essere di due tipi: a regime ordinario o forfettario (un tempo detto dei minimi). Andiamo a vedere in cosa consiste quest’ultimo, i vantaggi e le agevolazioni fiscali pensate per i lavoratori autonomi.

Conosciuto un tempo come “regime dei minimi”, il forfettario è stato introdotto il primo gennaio 2015. È rivolto a quei lavoratori – freelance, commercianti, artigiani, liberi professionisti – che hanno appena iniziato a mettersi in proprio, e offre un regime fiscale più agevolato rispetto all’ordinario. Non è chiaramente rivolto a tutti, ma bisogna rispettare alcuni requisiti. Ecco quali.

Il regime forfettario è decisamente vantaggioso per un libero professionista che abbia appena avviato la sua attività. Tra i vantaggi che si riscontrano, troviamo: una tassazione più bassa, una tenuta contabile molto più semplice rispetto al regime ordinario, l’assenza dell’IVA al 22% e la mancanza della ritenuta d’acconto.

Partiamo dalla tassazione: il regime forfettario prevede che l’imposta sostitutiva (IRPEF) sia al 5% per i primi cinque anni. Dal sesto, sale al 15%, Per quanto riguarda invece la semplificazione contabile, il libero professionista non deve inviare la dichiarazione Iva annuale e trimestrale, lo Spesometro e gli studi di settore. Non è obbligato nemmeno a registrare le fatture, cosa necessaria invece nel regime ordinario. Un altro dei vantaggi del forfettario, è non dovere inserire l’IVA in fattura. Questa è pari al 22%. Inoltre si è esenti anche dalla ritenuta d’acconto pari al 20% che viene invece detratta dalle fatture emesse dai professionisti a regime ordinario. Un sistema vantaggioso per i lavoratori autonomi, che però devono soddisfare alcuni requisiti.

Prima di tutto, per poter accedere al regime forfettario bisogna fatturare tra i 25mila e i 50mila euro annui. Se si supera la soglia, si passa immediatamente al regime ordinario. Se nell’anno precedente all’apertura della partiva Iva, si è avuto un reddito da lavoro dipendente, questo non deve aver superato i 30mila euro lordi. I costi per i collaboratori o lavoratori dipendenti non devono superare i 5mila euro annui. Ultimo, ma non meno importante, non è possibile acquistare beni strumentali per una cifra superiore a 20mila euro.

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