Pagare le tasse col baratto ora è possibile. Dove e come

Al via in diversi Comuni la fase d'attuazione

La Legge per Tutti

In pieno boom della “share economy“, ovvero l’economia di scambio e condivisione, anche l’antico istituto del baratto ritrova una propria legittimità persino in ambito fiscale. L’istituto è arrivato ad estendersi alle imposte in seguito al Decreto Sblocca Italia, che ha istituito il Baratto Amministrativo. Esistono già alcuni casi concreti come quello di Subiaco, dove è possibile pulire le strade per chi non riesce a far fronte agli obblighi fiscali. Vediamo di seguito il caso in questione,  come funziona il baratto amministrativo, dove è partita la fase attuativa e quali possono essere i benefici per Fisco e contribuenti.

COS’E’
In pratica, si tratta della possibilità, per gruppi di cittadini che partecipano a progetti di utilità sociale per il proprio Comune, come pulizia delle strade o lavori di manutenzione, di pagare i tributi locali col proprio lavoro. Le modalità possono variare da Comune a Comune: solitamente, i partecipanti ai lavori possono fruire di forti sgravi fiscali per tasse come Tasi, Imu e Tari, ed avere ulteriori agevolazioni e bonus erogati dall’Ente locale.

DOVE
Il baratto amministrativo è già operativo, ad esempio, nel comune di Ivorio, in Piemonte, a Monteleone di Spoleto, in Umbria, a Marcellinara, in Calabria, ed a Visso in provincia di Macerata. Sta per essere attivato, poi, in diversi comuni della Sardegna, tra i quali anche Cagliari e Quartu Sant’Elena, nel comune di Vasto in Abruzzo, ed ancora sono state presentate mozioni in merito a Borgogno, Milazzo, Barletta, Viterbo, Battipaglia…Insomma, da Nord a Sud, l’idea è molto apprezzata, e le proposte in merito si moltiplicano come funghi. Nel Comune di Subbiaco l’iniziativa è stata votata dall’Assemblea Comunale.

SUBIACO
Il Consiglio Comunale del comune laziale ha approvato il baratto amministrativo. Tra le prestazioni che potranno essere espletate in sostituzione del pagamento dei tributi comunali, sono comprese le attività di cura degli spazi pubblici, del verde, dei giardini, nonché la pulizia di siti comunali di particolare interesse. In sede di bilancio di previsione ,verranno resi noti i criteri d’accesso ed i tributi per i quali è possibile procedere con la richiesta di baratto. “Lo scopo – è stato spiegato in Comune – è quello di permettere a soggetti in disagio socio economico di barattare parte dei tributi dovuti al Comune con opere a favore della collettività”.

BENEFICI
Il beneficio è in effetti particolarmente utile per i disoccupati, che così, nonostante la mancanza di lavoro, possono liberarsi dai debiti tributari senza toccare i propri risparmi. E risparmia anche l’amministrazione comunale, che non deve sborsare un euro per importanti servizi di utilità sociale: non solo manutenzione del verde o delle strade, ma anche riqualificazione urbana, recupero d’immobili, accompagnamento di fasce deboli di cittadini…Grazie ai progetti, si potrà scegliere l’area più consona alle proprie competenze ed esperienze.

SUPERARE LA CONTRAPPOSIZIONE
L’idea, in conclusione, è davvero buona, e parrebbe sancire la fine di un’era, quella della contrapposizione tra Comune e cittadini, in un’ottica di reciproca collaborazione: “ io, Comune, non faccio la sanguisuga, ma tu, cittadino, non fai il furbetto e dai una mano alla comunità”. Talmente buona, che andrebbe estesa anche ai tributi nazionali: “uno sconto sull’Irpef, in cambio della riqualificazione di terreni abbandonati in campagna”. La formula piacerebbe a molti, e se ne potrebbero creare tante altre analoghe.

QUESTIONE DI EQUILIBRIO
Ovviamente, i piani devono essere ben studiati, per evitare che una delle due parti la faccia “da padrona”: non sarebbe difatti giusto offrire al Comune tante ore di lavoro in cambio di una riduzione delle imposte esigua, così come sarebbe ugualmente ingiusto un quasi totale azzeramento delle tasse in cambio di un impegno molto ridotto. Anche qualora i progetti fossero equilibrati, sino a che punto il baratto amministrativo riuscirà a diffondersi? Non dimentichiamo che determinati servizi locali fanno capo ad imprese e lavoratori che hanno dei contratti col Comune: il baratto dovrebbe allora costituire un supporto, laddove ci sono carenze di organico e manodopera, ma non, ovviamente, “rubare il lavoro” agli operatori del settore. In conclusione, “la virtù sta nel mezzo”: non bisogna abusare dell’istituto, ma sicuramente il suo utilizzo e la sua diffusione sono positivi, sia per ripianare i buchi finanziari di Comune e cittadini, sia come sprono contro le storiche inefficienze dei servizi locali.

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