Pagamenti, obbligo del POS: cosa cambia dal 1° luglio?

Le nuove regole per imprese,  commercianti e studi professionali: per chi non si adegua pesanti sanzioni. Ma ci sono delle eccezioni

Nuove regole sui pagamenti elettronici: la data da segnare in rosso sul calendario  è quella del 30 giugno, entro la quale imprese,  commercianti e studi professionali dovranno dotarsi del Pos e accettare pagamenti con moneta elettronica (carta di credito e di debito).

Obbligo Pos, cosa cambia dal 30 giugno

Ad introdurre la novità , il nuovo decreto legge di attuazione del PNRR  approvato il 13 aprile scorso, attraverso il governo ha anticipato l’entrata in vigore delle sanzioni (1 luglio 2022 anzichè 1 gennaio 2023)  per gli esercenti che si rifiuteranno di accettare i pagamenti elettronici.

Nel dettaglio, la norma prevede una sanzione di 30 euro più il 4% del valore delle transazione. Non riguarda soltanto i commercianti, ma tutti coloro che offrono prodotti e servizi al pubblico, compresi i professionisti (ad esempio medici e dentisti ma anche tassisti).

Pesanti sanzioni per chi non si adegua

Pesanti le sanzioni per chi non si adegua. A differenza di quanto previsto in passato, la norma approvata prevede che non esista alcuna soglia minima di pagamento sotto la quale non scatti la sanzione. Ciò significa che, di fatto,  dal 1° luglio gli esercenti saranno obbligati ad accettare pagamenti digitali per qualsiasi tipo di importo, pena appunta una multa.

Tuttavia, un precedente provvedimento ha previsto che l’obbligo di accettare i pagamenti con Pos non vale nei casi di oggettiva impossibilità tecnica, caso in cui si applicano le norme generali sulle sanzioni amministrative con riferimento alle procedure e ai termini (eccetto l’articolo 16, che disciplina il pagamento in forma ridotta).

Le agevolazioni

Per agevolare chi deve mettersi in regola con il Pos, fino al 30 giugno, il governo ha disposto tre agevolazioni: ossia, credito d’imposta sulle commissioni relative a pagamenti con Pos; credito d’imposta per l’acquisto, il noleggio o l’utilizzo di Pos collegati ai registratori di cassa;  credito d’imposta per l’acquisto di sistemi evoluti di incasso, che contestualmente al pagamento consentono anche la memorizzazione e trasmissione telematica dei dati.