Pace fiscale 2, dalle cassette di sicurezza al nuovo saldo e stralcio anche per imprese

Il Governo - sponda Lega in particolare- studia le prossime mosse in vista della Manovra

Come ormai noto, gran parte della partita politica di una delle due anime del Governo gialloverde – quella leghista e del suo leader Matteo Salvini – si gioca in campo fiscale. Insomma, stiamo parlando di un cantiere, quello della pace fiscale, “sempre aperto” come ha sottolineato qualche giorno fa Massimo Bitonci , Sottosegretario all’Economia che ha puntato i riflettori su più di un tema fiscale, al centro del tavolo dell’esecutivo specie in vista della prossima manovra, un appuntamento caldissimo.

Una partita delicata e complicata che si “gioca” almeno su tre nuovi fronti, secondo quanto anticipa oggi il Sole24Ore: il contante detenuto in cassette di sicurezza, il saldo e stralcio anche per le imprese in difficoltà, una sorta di maxiadesione agli accertamenti basati su valutazioni del Fisco per prevenire un futuro contenzioso. A fare da sfondo, la riproposizione della dichiarazione integrativa speciale – poco gradita al Movimento CinqueStelle –  sulla quale  la Lega, che aveva fatto un passo indietro lo scorso autunno, sembra adesso intenzionata a tornare con forza, con l’esclusione esplicita di scudi penali o per i capitali all’estero. 

E proprio per aggirare l’accusa di nuovi condoni da parte dei pentastellati che hanno subito messo l’alt, il Carroccio starebbe lavorando a una sanatoria “light” per far emergere redditi non dichiarati, appunto senza scudi penali o sui capitali all’estero.

M5S FISSA I PALETTI: “NESSUN CONDONO” – “Con noi – si sono affrettati nei giorni scorsi a far sapere fonti M5S – nessun condono passerà mai. Piuttosto bisogna intensificare la lotta, fino al carcere, contro i grandi evasori. Non è giusto che a pagare le tasse di chi ha evaso arricchendosi alle spalle del paese siano famiglie e classe media. Bisogna lottare contro i grandi evasori”.

I 150 miliardi nelle cassette di sicurezza  – L’aveva annunciato per primo il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, l’ha ribadito il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci. che è tornato a spingere sull’idea di sanatoria del contante detenuto nelle cassette di sicurezza , proprio nel corso dell’incontro di ieri lunedì 15 luglio al Viminale con le parti sociali parlando di un “tesoro” di 150 miliardi di euro detenuto dagli italiani nelle cassette e sottolineando come sia prioritaria l’emersione del contante.

Come riporta il quotidiano economico, l’ipotesi allo studio è quella di consentire l’emersione solo di una metà o poco meno (30-40%) degli importi detenuti da ciascuno. Su questa base imponibile ognuno poi pagherebbe l’Irpef secondo le sue aliquote marginali ma senza l’applicazione di sanzioni e interessi.

Nell’operazione giocheranno un ruolo anche i professionisti  chiamati a certificare che gli importi di cui si chiede la sanatoria proviene da evasione fiscale e non da altre attività illecite. Nell’ipotesi al vaglio, nessuno spazio per scudi penali per reati come quelli di frode né per sanatorie di capitali all’estero.

SALDO E STRALCIO PER LE IMPRESE – Altro tema particolarmente caro al Carroccio è quello del saldo e stralcio esteso anche alle imprese. La sanatoria, i cui termini di adesione sono stati riaperti fino al 31 luglio dalla conversione del decreto crescita, riguarda per ora solo le persone fisiche in “difficoltà economica”.

Per l’estensione anche alle imprese in difficoltà due i nodi da sciogliere: valutare se sia davvero una misura in grado di portare più gettito e non comporti coperture; individuare indicatori semplificati a cui ancorare lo stato di difficoltà per le imprese.

LITI PENDENTI – L’altra nuova sanatoria per la pace fiscale “2.0” è l’adesione con un importo a forfait per quelle posizioni aperte tra fisco e contribuenti che non trovano una soluzione e che riguardano accertamenti basati su presunzioni o valutazioni come il transfer pricing nelle operazioni infragruppo e l’abuso del diritto. L’ipotesi al vaglio è di pagare un importo a forfait tra il 20% e il 30%, senza sanzioni o interessi. Esclusi scudi penali o patrimoni all’estero.

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