Pace fiscale 2: cosa accadrà ai 150 mliardi nelle cassette sicurezza

L’ipotesi è quella di consentire l’emersione del 30-40% degli importi detenuti nelle cassette di sicurezza su cui poi far pagare l‘Irpef senza applicare sanzioni e interessi

La Pace Fiscale 2, collegata alla riforma fiscale basata sulla Flat tax caldeggiata dalla Lega, vede tra le voci principali una possibile sanatoria sui contanti detenuti nelle cassette di sicurezza, che si somma al daldo e stralcio anche per le imprese.

Un tesoro da 150 miliardi
Il sottosegretario del Carroccio al Mef, Massimo Bitonci, nell’incontro di lunedì al Viminale con le parti sociali ha parlato di un “tesoro” di 150 miliardi di euro detenuto dagli italiani nelle cassette, sottolineando come sia prioritaria l’emersione del contante.

L’ipotesi
L’ipotesi allo studio – rilevano Marco Mobili e Giovanni Parente sul Sole 24 Ore – è quella di consentire l’emersione solo di una metà o poco meno (30-40%) degli importi detenuti da ciascuno. Su questa base imponibile ognuno poi pagherebbe l’Irpef secondo le sue aliquote marginali ma senza l’applicazione di sanzioni e interessi. Un modello che ricalca a grandi linee quello già adottato per la voluntary disclosure interna.

Nell’operazione giocheranno un ruolo rilevante anche i professionisti che saranno chiamati a certificare che gli importi di cui si chiede la sanatoria proviene da evasione fiscale e non da altre attività illecite. Anche perché nell’ipotesi allo studio non ci sarà spazio per scudi penali per reati come quelli di frode né per sanatorie di capitali all’estero.

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