Nuovo regime forfettario, i contribuenti esclusi

La Legge di Bilancio 2020 riforma il regime forfettario per le partite Iva, introducendo importanti novità

Cambia il regime forfettario per le Partite Iva, con importanti novità introdotte nella Legge di Bilancio 2020. Novità che, tuttavia, non faranno piacere ai lavoratori autonomi. Vengono introdotte, infatti, limitazioni che impediranno l’accesso o escluderanno dal regime forfettario molti contribuenti.

Meno professionisti potranno beneficiare del regime forfettario per le Partite Iva, quello che prevede l’applicazione di un’unica aliquota fiscale al 15% (flat tax), sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP. L’aliquota si applica alla base imponibile determinata a forfait a seconda del tipo di attività professionale svolta, per la quale si applica il codice ATECO associato a un coefficiente di redditività.

La Manovra 2020 ha rivisto le regole per l’accesso al regime forfettario, reintroducendo due limitazioni che erano state abrogate con la legge 30 dicembre 2018 n.145, la Legge di Bilancio dello scorso anno. Rimarranno esclusi dal regime agevolato quei lavoratori autonomi che hanno speso più di 20 mila euro lordi per compensi al personale dipendente o chi ha percepito redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori 30 mila euro. La novità è prevista dall’articolo 1 comma 692 del testo della Legge di Bilancio, ora alla Camera per il voto finale.

Anche nel nuovo regime forfettario per le Partite Iva rimane la soglia dei 65 mila euro di reddito come tetto massimo per l’applicazione della flat tax al 15%. Le nuove disposizioni, tuttavia, avranno come effetto l’esclusione di circa a 340 mila professionisti dal regime agevolato.

Questo numero emerge dalla relazione tecnica al disegno di Legge di Bilancio 2020, secondo la quale i contribuenti che utilizzano il regime forfettario sono circa 1,4 milioni, ma senza tenere conto del boom di adesioni che si è verificato nel 2019. Con l’applicazione delle nuove limitazioni si stima che rimarranno nel regime forfettario 1.089.744 contribuenti, di conseguenza gli altri 341.494 resteranno esclusi.  A questi ultimi contribuenti si applicherà l’Irpef ordinaria.

Il problema non riguarda tanto il limite dei 20 mila euro nelle spese per i collaboratori o i dipendenti (assunti anche a progetto), perché è stato aumentato il limite precedente di 5 mila euro, adeguandolo al tetto massimo dei 65mila euro di ricavi e compensi. Il problema riguarda invece il cumulo di redditi per tutti quei lavoratori dipendenti che avevano aperto una Partita Iva a regime agevolato per lo svolgimento di un’attività secondaria.

Non potranno beneficiare dell’aliquota al 15% del regime forfettario tutti quei contribuenti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati superiori ai 30 mila euro, nell’anno precedente a quello di applicazione del nuovo regime (quindi nel 2019, visto che la Manovra sarà approvata così com’è anche alla Camera e il nuovo forfettario sarà applicato nel 2020).

Infine, l’ultima novità riguarda l’incentivo all’uso della fattura elettronica. I contribuenti a cui si applica il regime forfettario infatti sono esonerati dalla fattura elettronica. Chi sceglierà di utilizzarla volontariamente otterrà un anno di sconto sul periodo di accertamento fiscale: da 5 a 4 anni da quello di presentazione della dichiarazione.

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