Nuovi Isa, quando e come sono revocabili i benefici del regime fiscale

La disciplina del regime fiscale premiale dei nuovi Isa spiegata dall'Agenzia delle Entrate

Gli Isa prevedono de benefici per i contribuenti che tuttavia possono essere revocati. L’Agenzia delle Entrate ha spiegato quando e come.

I nuovi Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale) hanno sostituito gli studi di settore e si applicano ai contribuenti che esercitano attività di impresa, arti o professioni per favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili e indurre all’adempimento degli obblighi tributari attraverso forme di comunicazione preventiva dei dati rispetto alle scadenze fiscali.

Sulla base dell‘analisi dei dati e delle informazioni riguardanti più periodi di imposta, l’Agenzia delle Entrate elabora la situazione del contribuente calcolando la sua affidabilità fiscale e assegnandogli un punteggio da 1 a 10 con il quale gli viene riconosciuto un regime premiale. Più alto è il punteggio assegnato, maggiori saranno i benefici riconosciuti, sia in merito ai controlli fiscali sia riguardo agli adempimenti burocratici.

Cosa accade, tuttavia, se i dati del contribuente sono incompleti o errati? L’Agenzia delle Entrate ha precisato che in questi casi i benefici degli Isa sono sempre revocabili e che nessun obbligo sussiste per il contribuente di correggere i dati presenti nell’Isa precompilato.

L’Agenzia delle Entrate e la Sose (Soluzioni per il Sistema Economico, società del Ministero dell’Economia e della Banca d’Italia creata per l’elaborazione degli Isa) hanno chiarito alcuni aspetti del regime fiscale degli Isa, in occasione di un evento del 24 luglio scorso, organizzato in collaborazione con Rete Impresa Italia.

Riguardo al regime premiale dei nuovi Isa, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che nel caso in cui il beneficio sia stato riconosciuto sulla base della dichiarazione di dati incompleti o inesatti, il contribuente sarà soggetto alla revoca del beneficio stesso e rischia l’applicazione delle sanzioni.

L’Agenzia ha precisato anche la valutazione di alcuni indicatori che nel regime fiscale degli Isa hanno stime diverse rispetto ai precedenti studi di settore. La valutazione riguarda le voci “incidenza dei costi residuali di gestione”, “apporto di figure non dipendenti” e “coperture delle spese per dipendente”. Sulla valutazione di queste voci il contribuente non può intervenire ma, in presenza di eventuali anomalie, può soltanto indicare nel campo delle “annotazioni” le cause giustificative.

In questi casi, il contribuente sarà costretto ad accettare un punteggio basso, calcolato dal software, della sua valutazione di affidabilità fiscale o l’anomalia dei dati precompilati, che gli impediranno di ottenere i benefici fiscali e di evitare i controlli.

Nel dettaglio, in merito ai “costi residuali di gestione“, l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che mentre con gli studi di settore l’indicatore di anomalia veniva calcolato come rapporto tra i costi residuali e i ricavi, negli Isa, invece, viene calcolato come rapporto tra i costi residuali e i costi totali. Questa differenza può dare luogo ad anomalie per i contribuenti che non hanno altri costi. Per rimediare a questa situazione, il contribuente può controllare se i dati dichiarati, che incidono sull’indicatore, sono compilati correttamente oppure segnalare le cause giustificative dell’anomalia nel campo delle annotazioni.

Riguardo all’apporto delle di “apporto delle figure non dipendenti“, come i soci delle società di persone, la Sose ha spiegato che anche in questo caso le valutazioni del software Isa sono diverse da quelle degli studi di settore. Infatti, il software ipotizza che l’apporto lavorativo del singolo socio all’interno dell’impresa sia, oltre che continuativo, anche prevalente. Se ciò non accade e l’apporto del socio sia limitato, risulta un’anomalia nei confronti della quale il contribuente può solo dare spiegazioni nel campo delle annotazioni.

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