Novità 730/2021: rimodulazione delle detrazioni in base al reddito

Chiariamo quali sono le detrazioni interessate dalla novità e quali sono le fasce reddituali all’interno delle quali avviene la rimodulazione

Fisco7 Esperto fiscale

Dall’anno di imposta 2020 la detrazione per alcune delle spese indicate nella sezione I del modello dichiarativo varia in base all’importo del reddito complessivo. Ecco come e per quali redditi.

L’art.1 c. 629 della Legge 160/2019 prevede che dal 1° gennaio 2020, salvo alcune eccezioni, le detrazioni previste dall’art.15 del Tuir spettano:

  • per l’intero importo della spesa sostenuta, qualora il reddito complessivo del contribuente sia pari o inferiore a euro 120.000,00;
  • per la parte corrispondente al rapporto tra euro 240.000,00 diminuiti del reddito complessivo ed euro 120.000,00, qualora il reddito complessivo del contribuente superi euro 120.000,00, applicando quindi la seguente formula: X= (240.000 – reddito complessivo) /120.000;
  • nessuna detrazione è prevista se il reddito complessivo del contribuente supera euro 240.000,00.

Come si determina il reddito complessivo?

Ai fini della rimodulazione in esame, il reddito complessivo viene determinato:

  • al netto del reddito relativo all’abitazione principale e relative pertinenze (seguendo quanto previsto per l’applicazione delle detrazioni per carico di famiglia e di lavoro dipendente);
  • al lordo del reddito assoggettato al regime forfetario (Legge 190/214);
  • al lordo del reddito assoggettato a cedolare secca sulle locazioni.

Le spese interessate dalla rimodulazione sono le seguenti da indicare al Rigo E8/10 – RP 8/10 codici:

Tabella con spese interessate dalla rimodulazione delle detrazioni in base al reddito

Le detrazioni che non rientrano in tale computo sono quelle previste dall’art. 15, c.3-quater del Tuir, per le quali spetta la detrazione indipendentemente dall’ammontare del reddito complessivo:

  • degli interessi passivi per prestiti o mutui agrari (c. 1 – lett. a);
  • degli interessi passivi su mutui ipotecari per acquisto (c-1 lett. b) o costruzione dell’abitazione principale (c. 1-ter);
  • delle spese sanitarie (c. 1, lett. c) ad esempio le spese sanitarie, per la parte che eccede lire 250 mila. Dette spese sono costituite esclusivamente dalle spese mediche e di assistenza specifica, diverse da quelle indicate nell’art. 10, c. 1, lett. b), e dalle spese chirurgiche, per prestazioni specialistiche e per protesi dentarie e sanitarie in genere, ecc.

 Rita Martin – Fisco 7

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