Multe ed enti locali, varato il decreto: cosa cambia

Varato dopo 10 anni il decreto sui proventi delle multe: gli enti locali sono obbligati a dichiarare come spendono i soldi

E’ stato varato dopo anni ed è arrivato in Gazzetta Ufficiale, il decreto che obbliga gli enti locali a dichiarare in modo puntuale come vengono utilizzati i soldi derivanti dalle multe comminate ai cittadini per le infrazioni del codice stradale.

Gli enti locali dovranno utilizzare queste risorse per l’attività di manutenzione e ammodernamento delle infrastrutture e dovranno inviare ogni anno una relazione ai ministeri per dichiarare come vengono utilizzati questi soldi.

Il decreto è stato approvato dopo dieci anni di rinvii e continue promesse dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il ministero dell’Interno: la legge era stata infatti approvata nel 2010 e riguardava le “Disposizioni in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni a seguito dell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità”. 

Cosa prevede il decreto sui proventi delle multe

Gli enti locali dovranno trasmettere ai ministeri delle Infrastrutture e dell’Interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione che dovrà contenere “i dati relativi ai proventi di propria spettanza” dell’anno precedente.
La relazione deve contenere:

  • Informazioni generali;
  • l’entità dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie;
  • informazioni dettagliate relative alla destinazione di proventi e dei proventi derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità.

Gli enti locali – si legge nel decreto – devono tenere distinti i proventi in generale da quelli derivanti da accertamenti delle violazioni dei limiti massimi di velocità”. Che devono essere suddivisi tra quelli di “intera spettanza dell’ente locale”, quelli “derivanti da attività di accertamento eseguito su strade non di proprietà dell’ente locale da cui dipende l’organo accertatore, che devono essere ripartiti in misura pari al 50% per ciascuno tra ente proprietario delle strade ed ente da cui dipende l’organo accertatore” e infine i “proventi derivanti da attività di accertamento eseguito su strade di proprietà dell’ente da parte di organi accertatori dipendenti da altri enti locali”.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Multe ed enti locali, varato il decreto: cosa cambia