Mensa scolastica: niente sconto se hai un’auto di grossa cilindrata

Chi possiede un’auto di grossa cilindrata deve pagare la mensa a prezzo pieno: lo dice una sentenza

La Cassazione ha stabilito, con una nuova sentenza, che le famiglie con auto di grossa cilindrata devono pagare la mensa a prezzo pieno.

È con la sentenza n. 13193/2018 che la Corte di Cassazione ha stabilito una regola importante per le famiglie con figli a carico: se si possiede un’auto di grossa cilindrata, non si ha diritto alla mensa scontata. Ovviamente se nel regolamento comunale è inserita una regola del genere, dato che è a discrezione dell’amministrazione decidere in questo senso. La Corte si è pronunciata in merito al caso di una donna con una vettura di cilindrata superiore ai 2500 cavalli che aveva chiesto la tariffa agevolata per i pasti del suo bambino. Questa, residente nel comune di Chieri, in provincia di Torino, si era vista recapitare a casa una cartella esattoriale con la richiesta di saldare il prezzo pieno per la mensa del figlio. La donna ha impugnato il documento ma, nonostante abbia dichiarato che la macchina era vecchia e appartenente tra l’altro al suo ex convivente (padre del bambino) la Cassazione non ha voluto sentire ragioni e ha emesso la sentenza a favore della scuola.

A fare i regolamenti è il Comune e molte norme, quindi, sono a discrezione dell’amministrazione. Secondo la Cassazione è perfettamente comprensibile che si possa stabilire che chi possiede auto di grossa cilindrata non abbia diritto a una tariffa agevolata per la mensa, perché sarebbe una prova della ricchezza del nucleo familiare. Anche se la vettura non è nuova e, come nel caso in questione, nemmeno di proprietà della donna.

Secondo una ricerca fatta da Save the Children, circa 2,5 milioni di bambini e ragazzi sotto i 14 anni usufruiscono della mensa scolastica. Un servizio molto importante questo, non solo perché garantisce ai minori almeno un buon pasto al giorno, ma anche perché insegna a stare tutti insieme e a interagire con i compagni di scuola. Eppure in Italia la mensa non è garantita in tutti gli istituti: sempre secondo Save the Children, nel nord Italia il servizio è assente in un istituto su due, nel sud in quasi uno su due. Le tariffe, inoltre, cambiano a seconda della città e non sono sempre omogenee, tanto che la regola dell’auto di grossa cilindrata può essere adottata o meno a discrezione dell’amministrazione comunale.

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