Manovra, tassa unica sulla casa per unire Imu e Tasi

Allo studio del governo una sola imposta sulla casa che ricomprenda la Tasi. Pagamenti più facili ma si rischia il rincaro

Imu e Tasi in un’unica tassa con un’aliquota massima dell’11,40 per mille. È uno degli emendamenti della maggioranza alla manovra.

L’obiettivo del “testo unico dell’Imu”, 13 articoli racchiusi in un emendamento della Lega è quello di unificare le imposte sul mattone che, dopo il 2014, si sono accavallate in un complicato groviglio. Soprattutto per chi ha seconde case, negozi, capannoni o due garage e si ritrova a versare due tasse sullo stesso immobile (con doppi calcoli, doppe dichiarazioni ecc ecc).

L’idea della Lega è quella di trasformarle in una tassa unica sulla casa, eliminando (o riducendo) anche le oltre 200mila aliquote diverse, tra le quali ogni anno devono districarsi contribuenti e amministratori locali. Per semplificare, per evitare una doppia tassa, con doppi adempimenti per uno stesso immobile, anche senza portare modifiche per le casse dello Stato o le tasche dei contribuenti.

L’emendamento leghista, firmato da Alberto Gusmeroli, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera, prevede per la “nuova Imu” un’aliquota massima dell’11,40 per mille e la deducibilità dell’Imu dall’Ires per le imprese proprietarie dei capannoni che passerebbe dal 20 al 40%.

COSA SUCCEDE OGGI – Attualmente, la legge prevede che si paghino l’Imu, imposta sugli immobili e la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili dei Comuni. Sulla prima casa si pagasolo la Tasi (abolita per le abitazioni principali a meno che non appartengano alle categorie di lusso A1, A8 e A9). Per queste ultime la somma di Imu e Tasi può raggiungere il 6,8%, mentre per gli altri immobili il tetto è all’11,4% (ci sono poi casi particolari, come i fabbricati rurali, con aliquote diverse).

 

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