Manovra: pignoramento “sprint” per evasione tasse locali

Non sarà più necessario attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito con successiva emissione della cartella esattoriale

Uno dei pilastri della Legge di Bilancio che ha tagliato il traguardo lo scorso dicembre è senza dubbio la lotta “senza quartiere” – come dichiarato fin dalla prima ora dal Premier Conte- all’evasione, in ogni sua forma, nemico giurato della ripresa economica del nostro Paese che ogni anno sottrae cifre da capogiro, quanto più manovre messe assieme. Avvisati, dunque, i furbetti a ogni latitudine, piccoli e grandi: sono in arrivo tempi decisamente duri.

Ad introdurre l’accertamento esecutivo anche per tasse come IMU, TASI, TARI e gli altri tributi locali con l’obiettivo dichiarato di snellitr la procedura di recupero dei tributi mediante gli atti emessi a partire dal 1° gennaio 2020 da parte di Province, Città metropolitane, Comuni, Comunità montane, Unioni di Comuni e Consorzi tra gli enti locali, ci ha pensato l’articolo 96 del Disegno di Legge di Bilancio. Cattive notizie, dunque, per quanti hanno intenzione di sottrarsi al pagamento delle tasse locali.

In pratica, non sarà più necessario attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito con successiva emissione della cartella esattoriale per dare il via, ad esempio, al fermo amministrativo, all’ipoteca o al pignoramento.Meccanismo decisamente più snello e sprint:  una mancata risposta all’avviso di accertamento e all’intimazione di pagamento consentiranno all’ente locale, ad esempio il Comune, di attivare le procedure esecutive e cautelari previste dalla legge.

Se non si correrà ai ripari entro 60 giorni dalla ricezione dell’avviso di accertamento contenente l’intimazione  o entro tale termine non si presenterà  ricorso, l’atto diventerà, dunque, immediatamente esecutivo. In presenza di debito di importo non superiore a 10.000 euro, l’ente dovrà  però provvedere ad inviare un sollecito di pagamento, prima di attivare le procedure di recupero forzato.  Il contribuente potrà regolarizzare la propria posizione, pagando il debito in unica soluzione o  a rate, da un minimo di 4 fino ad un massimo di 72 rate, in base all’importo del debito.

 

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