Manovra 2020, novità per i buoni pasto: cosa cambia

Il Governo vorrebbe abbassare la soglia di esenzione sui ticket cartacei per favorire i pagamenti elettronici

Tra le tante novità presenti nella bozza della Manovra di Bilancio 2020 ne troviamo una che, molto probabilmente, non farà affatto piacere ai centinaia di migliaia di lavoratori italiani.

Il Governo guidato dal premier Giuseppe Conte vorrebbe infatti ulteriormente abbassare il limite di esenzione fiscale per i ticket pasto cartacei, portandola dagli attuali 5,29 euro a 4 euro per singolo buono pasto. Ciò vorrebbe dire che la parte eccedente concorrebbe a formare il reddito del dipendente e, dunque, verrebbe “inclusa” in busta paga e tassata secondo le aliquote fiscali correnti. Allo stesso tempo, nella bozza viene elevata la soglia per i ticket elettronici, portandola dagli attuali 7 euro a 8 euro.

Insomma, la misura sembrerebbe tesa a favorire i sistemi di pagamento elettronici, inclusi quelli legati all’erogazione dei buoni pasto da parte del datore di lavoro. Secondo alcune analisi, però, potrebbe anche trasformarsi in una batosta per i dipendenti. La soglia di esenzione più bassa, infatti, potrebbe tradursi in un maggior aggravio fiscale di oltre 100 euro.

Secondo alcuni calcoli, l’incremento dell’imponibile annuo causato dalla nuova soglia di esenzione dei buoni pasto cartacei potrebbe raggiungere anche i 300 euro. Una cifra solo apparentemente irrisoria ma che, in alcuni casi, potrebbe addirittura far scattare il passaggio da un’aliquota fiscale a quella superiore. Ciò vorrebbe dire più tasse da pagare e buste paga più “magre”.

La misura, inoltre, avrebbe ricadute anche a livello contributivo, con maggiori oneri in carico alle aziende. Con l’aumento di imponibile, infatti, le aziende dovrebbero versare più contributi previdenziali. Secondo alcune stime, la soglia di esenzione sui ticket pasto a 4 euro porterebbe le aziende a versare circa 90 euro di contributi in più ogni anno.

Come fa notare più di qualche addetto ai lavori, inoltre, l’entrata in vigore di questa misura potrebbe causare non pochi problemi alle aziende e ai dipendenti. E non tanto per le maggior trattenute in busta paga o i maggior costi da dover sostenere in fase di dichiarazione dei redditi. Solitamente, infatti, i buoni pasto vengono maturati nel mese precedente ed erogati in quello successivo. Ciò vuol dire che i ticket erogati a gennaio 2020 sono riferiti alle presenze di dicembre 2019, quando la Legge di Bilancio 2020 ancora non è in vigore.

Per evitare corto circuiti di questo genere, e dare tempo alle aziende di smaltire quelli acquistati in anticipo, in molti chiedono un periodo di transizione di alcune settimane, nel corso dei quali il limite di esenzione resti lo stesso del 2019. Quanto meno, che la nuova soglia venga applicata solo sui buoni pasto consegnati dal 12 gennaio 2020 in poi, in modo che i ticket relativi al mese di dicembre possano esserne esenti.

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